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Cronaca | 25 febbraio 2020, 20:35

Coronavirus, a La Spezia il secondo caso in Liguria: in corso accertamenti per le altre tre persone ad Alassio

Il presidente Toti: "Se dovessimo inasprire il cordone di sicurezza sulla città lo faremo dopo aver parlato con il Governo"

Coronavirus, a La Spezia il secondo caso in Liguria: in corso accertamenti per le altre tre persone ad Alassio

Dopo quello di Alassio secondo caso di Coronavirus in Liguria. Questa volta il contagio arriva da La Spezia, nell’estremo Levante della nostra regione. E' un uomo di 54 anni ricoverato presso malattie infettive nell'ospedale le sue condizioni non sono gravi anche se presenta i sintomi.

"Il tampone è ancora in corso ma abbiamo ragionevole certezza che sarà positivo. Poi ci sarà secondo tampone. E' un signore che è passato con la sua attività da Codogno. E' passato da lì negli ultimi 10 giorni. Stiamo ricostruendo catena epidemiologica come fatto ad Alassio" - ha detto il presidente Toti. 

I numeri sono quelli di stamani: 25 persone sono in sorveglianza attiva su ASL 1, per un totale di 325 individui su scala regionale. 

"Abbiamo lavorato per mettere a punto i dettagli operativi. C'è un paziente ricoverato al San Martino ed uno a malattie infettive a La Spezia. Sono stati fatti 5 tamponi, già tutti negativi" - ha aggiunto il governatore - Ci sono ancora tre tamponi in corso provenienti tutti dalla zona di Alassio, della quarantena. La Protezione Civile sta prendendo in carico le situazioni". 

Al momento sono state isolate tutte le 146 persone che al momento della scoperta del contagio della prina vittima si trovavano all'interno dei due hotel alassini, mentre è stato contattato il resto del personale delle strutture.

La Protezione Civile ha preso in carico tutte le persone che svolgeranno la loro quarantena nelle strutture alberghiere, salvo trasporti in strutture ospedaliere in caso di peggioramento delle condizioni di salute, mentre chi si trovava lontano dal “Bel Sit” e dal “Al Mare” rimarrà in isolamento presso le proprie abitazioni.

"La situazione è seria e la stiamo affrontando come tale, ma non bisogna drammatizzare. Ci aspettiamo anche ulteriori casi. Domani alle 10 ci riuniremo con il Governo per analizzare la situazione di Alassio ma non cambierà l'impostazione usata fino ad ora. Fino a domenica i divieti sociali rimarranno, ulteriori misure restrittive potrebbero interessare Alassio oltre a quelle già applicate. Se dovessimo inasprire il cordone di sicurezza su Alassio lo faremo dopo aver parlato con Governo" ha concluso il presidente regionale.

“Stiamo puntando molto sulla formazione e sui 25mila operatori del sistema sanitario oltre a quelli della sanità privata - ha aggiunto Sonia Viale, vicepresidente con delega alla Sanità -. Abbiamo inteso attivare protocolli identici in tutto il territorio ligure per evitare difformità nella gestione. Ribadisco le indicazioni date dai medici e pediatri di famiglia di non recarsi negli studi medici”.

In giornata intanto sono state aumentate le unità lavorative presso il 112 per far fronte al crescente numero di chiamate ricevute dai centralini in questi giorni.

“Stiamo gestendo le due strutture di Alassio con tutto il dipartimento seguendo indicazioni del comparto sanitario - ha confermato l'assessore alla Protezione Civile Giampedrone -. Da stasera i volontari porteranno i pasti dall'esterno mentre il comparto sanitario gestirà le emergenze di sua competenza. Siamo in contatto coi titolari, che sono il nostro tramite con tutte le persone coinvolte, con la Prefettura e col Comune di Alassio, coi quali abbiamo appena concluso una riunione. Ne prossimi giorni cercheremo di tarare con l'amministrazione comunale le giuste misure da adottarsi”.

“Non abbiamo disposizioni su eventuali immobili per ospitare alcune persone ed alleggerire il carico in queste strutture. Chi è colpito dall'ordinanza a casa vede colpita ovviamente anche la propria famiglia, secondo quanto stabilito dall'ordinanza sindacale” ha quindi sottolineato Giampedrone.

SORVEGLIANZA ATTIVA

Al momento sono 347 i pazienti in sorveglianza attiva:

Asl 1: 25

Asl 2: 165

Asl 3: 40

Asl 4: 33

Asl 5: 84

In questo momento sono in corso altri 5 tamponi di verifica che risultano tutti negativi.

Nella zona di Alassio sono ancora in corso tre tamponi provenienti dalla stessa struttura alberghiera della paziente ricoverata al San Martino di cui verranno date notizie domani.

HOTEL DI ALASSIO

Ammontano a 146 le persone già prese in carico dalla Protezione civile regionale all’interno dell’hotel di Alassio, dove resteranno nei prossimi giorni, a cui si stanno fornendo pasti. La protezione civile regionale è impegnata a dare risposte a tutte le persone in quarantena. Anche i medici che sono entrati in contatto con la paziente ricoverata al San Martino sono stati rintracciati e ora sono sotto sorveglianza.

L’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone che sta affiancando i titolari dell’albergo di Alassio presso cui ha soggiornata la paziente del San Martino ha ribadito che “violare l’ordinanza è un reato, ma non esiste un piantonamento h24”.

AMBULANZE ATTREZZATE

Sono sei, una per ogni punto 118 e vengono sottoposte a decontaminazione dopo ogni viaggio.

L’assessore Viale ha ricordato la prosecuzione dei tavoli tecnici che si sono riuniti oggi “per condividere le azioni e la diffusione di informazioni a tutti gli operatori sanitari e per far conoscere al meglio le modalità di accesso al sistema. Stiamo puntando ai 25.000 operatori sanitari del nostro servizio sanitario, ma anche agli operatori della sanità privata per evitare difformità sul territorio regionale. Abbiamo inoltre ribadito a tutti di non recarsi presso gli studi medici ma di telefonare. Inoltre abbiamo aumentato alcune unità lavorative presso la ASL 1 e la ASL 2 e chiesto ai pediatri e ai medici di medicina generale di essere reperibili dal lunedì al venerdì. Tenendo conto che nel fine settimana è previsto il servizio di continuità assistenziale della Guardia medica”.

INFETTIVOLOGI

L’infettivologo Matteo Bassetti ha confermato le buone condizioni della paziente del San Martino e ha ribadito che “si tratta di un’infezione che decorre in maniera lieve e solo in piccola percentuale in modo grave. Anche questo caso confermerebbe che le condizioni sono discrete e che, se non fosse stato per il momento epidemiologico in corso, la signora sarebbe stata gestita a casa dal suo medico di base. Nel 90% dei casi è una patologia che si autoelimina e che può essere più impegnativa nel 10-15% dei casi e solo nel 5% può avere un andamento critico. Siamo comunque pronti con farmaci sperimentali per usarli nel caso le condizioni dei pazienti si facessero critiche”. L’infettivologo Giancarlo Icardi ha voluto ricordare che entrambi i due casi liguri sono di importazione e sono correlati alla zona rossa della lombardia. “Non siamo di fronte a un supervirus – ha detto Icardi – ma  a un virus nuovo su cui abbiamo innalzato la soglia di attenzione. Si sta facendo il massimo per bloccare la catena epidemica”.

TENDE

Sono state sistemate tre tende per il triage di pazienti che manifestano sintomi respiratori e alterazioni febbrili e che si recano, in autopresentazione, al pronto soccorso: nei pressi del pronto soccorso del San Martino, dell’ospedale Galliera e dell’Istituto Gaslini.

redazione

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