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Attualità | 23 giugno 2020, 12:00

I Verdi e gli "Stati Generali della Green Economy"

L'intervento del portavoce della provincia di Savona Gabriello Castellazzi

I Verdi e gli "Stati Generali della Green Economy"

"L'assessore all'Urbanistica della Regione Liguria Marco Scajola, nell'ambito di alcune dichiarazioni sul provvedimento di proroga concesso ai comuni riguardante la stesura dei Piani Urbanistici, affermava come negli ultimi anni la giunta Toti avrebbe  - “adottato provvedimenti importanti in campo urbanistico, come le linee guida per l'adozione dei PUC che proiettano la Liguria concentrando gli interventi urbanistici verso la riqualificazione urbana, la creazione di zone verdi, la tutela e la valorizzazione ambientale e paesaggistica” - riferendosi probabilmente al noto Piano Casa approvato dal centrodestra nel 2016". Inizia cosi la nota del portavoce dei “Verdi” della provincia di Savona Gabriello Castellazzi. 

"Come premessa va detto che ad ogni anno di ritardo nell'approvazione dei Piani Comunali ne consegue un rischio per decisioni non sempre conformi al rispetto degli equilibri ambientali.  Infatti senza PUC vi è la possibilità di eludere la normativa  VAS (Valutazione Strategica) necessaria per mettere in evidenza le ricadute ambientali nei processi di pianificazione urbanistica. Lo stesso WWF ha denunciato questa situazione ricordando alcuni casi eclatanti: Vado Ligure attende il PUC dal 1977 e Villanova di Albenga dal 2001". 

"I cittadini stessi dovrebbero quindi sollecitare i Sindaci che per anni ritardano la stesura di norme capaci di disciplinare in modo serio l'uso ecosostenibile del territorio. Circa l'affermazione dell'Assessore Scajola, ancora una volta lasciamo volentieri le valutazioni all'ex-direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, Prof. Salvatore Settis (autore del testo “Paesaggio-Costituzione-Cemento,La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile) che in occasione dell'approvazione del Piano Casa firmato Toti, affermava: 'Un Piano del genere, in una Regione martoriata come la Liguria, con un eccesso di costruito e un dissesto idrogeologico che la rende fragilissima e ha già prodotto purtroppo una sequenza di eventi luttuosi, la ritengo un'azione semplicemente irresponsabile” e relativamente all'affermazione del Presidente Toti circa un Piano che “avrebbe rilanciato il settore edilizio, rimettendo in moto l'economia'.

"Settis dichiarava ancora: 'È semplicemente una falsità. Proprio recentemente ho partecipato a un convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili e, con sorpresa di tutti, il loro presidente ed io ci siamo trovati d’accordo. La linea dell’associazione è netta: la manodopera vittima della crisi si recupera efficacemente solo reimpiegandola nelle opere di ripristino del territorio, nel recupero degli edifici abbandonati e malsani, c’è un modo di utilizzare la manodopera edilizia senza devastare il territorio, ma bisogna scegliere questa strada. E la Liguria dovrebbe essere la Regione guida, in Italia. Se una Regione civile come la Liguria e una città colta come Genova cadono in questa trappola, come faremo a difendere altri territori meno civili? Questo Piano, che arriva dalla giunta Toti, è un messaggio barbarico'”.

"In relazione ai forti ritardi sulla stesura dei PUC di 126 Comuni liguri, è bene precisare che i Piani contengono tutte le scelte vitali per una comunità ed è per questo che nella loro stesura si deve tenere in massima considerazione l'insieme delle osservazioni dei cittadini e delle componenti sociali organizzate. Tutti valuteranno in modo serio i documenti degli obiettivi predisposti dai tecnici che avranno a loro volta  tenuto conto degli studi di sostenibilità ambientale contenuti nel  Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico; strumento urbanistico di grande importanza che indica le linee vantaggiose per un riequilibrio territoriale: 'Il recupero e la conservazione dell'identità storico-culturale del paesaggio; gli indirizzi agronomici e forestali ; l'innovazione e lo sviluppo dei settori produttivi con particolare riferimento alle reti infrastrutturali e al turismo; la riqualificazione degli insediamenti per il conseguimento di più elevati livelli di qualità della vita, ispirandosi ai principi del minor consumo delle risorse territoriali e paesistico-ambientali'”.

"Quindi se i nuovi Piani Urbanisti terranno conto della complessa situazione del nostro territorio, i comuni lungimiranti che li adotteranno potranno mitigare gli effetti nefasti del sopraccitato “Piano Casa”. Anche Italia Nostra e Legambiente hanno rilevato come, secondo i dati ISTAT, l'indice di urbanizzazione delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico sia  cresciuto del 4,7% dal 2001, con 34.500 nuovi fabbricati ad uso abitativo, “un dato preoccupante che indurrebbe a rafforzare il sistema di tutela garantito dalla legge e non piuttosto evaderlo o minarlo come sembra fare il nuovo Piano Casa della Liguria”. Sono “lacrime di coccodrillo” quelle versate da coloro che piangono per disastri provocati da alluvioni e frane dopo aver autorizzato un dissennato consumo del suolo con cementificazione di varia natura".

"E' noto che sulla nostra fascia costiera, oltre patrimonio edilizio dei residenti, il rimanente 50% circa è costituito da seconde case. Un patrimonio che se venisse complessivamente risanato e riqualificato sotto il profilo energetico (approfittando dei nuovi incentivi statali), consentirebbe tanto lavoro contribuendo a far superare in modo virtuoso il blocco delle molteplici attività produttive collegate  all'edilizia,  come i Verdi hanno puntualmente rilevato  nell'ambito degli “Stati Generali della Green Economy”convocati nei giorni scorsi e che ,come dice la co-portavoce nazionale Elena Grandi,saranno le basi di un nuovo grande movimento ecologista a partire dai territori" conclude il portavoce dei “Verdi” della provincia di Savona Gabriello Castellazzi. 

Comunicato stampa

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