Torna nel mirino dei vandali il territorio finalese. A distanza di poche settimane dai danneggiamenti segnalati nell’entroterra nella zona dei “ciappi”, dove ignoti avevano inferto colpi alle millenarie e caratteristiche lastrone di pietra che formano un altopiano tra Finale e Orco Feglino (LEGGI QUI), un nuovo episodio si registra, ma questa volta in una zona completamente differente.
Nel mirino, ancora una volta, uno degli ambiti naturalistici più frequentati e apprezzati della zona. Sulle rocce e su alcuni fusti di alberi che costeggiano i percorsi escursionistici della Caprazoppa, tra Finale e Borgio Verezzi, sono infatti comparse vistose frecce realizzate con vernice fluorescente gialla e rossa, segni invasivi e ben visibili che alterano in modo evidente il paesaggio circostante. Un intervento privo di qualsiasi autorizzazione, che si inserisce al di fuori di ogni circuito ufficiale di manutenzione e segnaletica dei tracciati.
L’episodio assume un significato ancora più rilevante alla luce degli interventi coordinati tra Comune e Consorzio FOR portati a termine proprio in quell’area. Nella zona, così come in quella di San Bernardino, è stata infatti installata di recente una nuova cartellonistica escursionistica finanziata dall’Amministrazione comunale nel corso del precedente mandato. Un sistema organico e studiato, composto da pannelli informativi e frecce direzionali, pensato per garantire sicurezza, orientamento e valorizzazione del territorio che nei prossimi tempi dovrebbe trovare applicazione anche nelle aree di Perti e Manie.
Le nuove segnalazioni abusive rischiano così di compromettere il lavoro svolto negli ultimi anni per uniformare e qualificare la rete sentieristica Finalese, senza tralasciare l’impatto ambientale: l’utilizzo di vernici così vistose rappresenta un elemento estraneo e che si prospetta purtroppo decisamente duraturo in un contesto naturale di pregio.
Appassionati e frequentatori abituali della zona hanno prontamente documentato e segnalato quanto accaduto, mantenendo alta l’attenzione su un patrimonio tanto prezioso per il comprensorio quanto vulnerabile. Tra questi Danilo Basso, esperto di outdoor e membro del consiglio direttivo del Consorzio FOR: “Purtroppo si tratta di un gesto in alcun modo autorizzato ma che comunque lascerà la propria traccia per diverso tempo sui sentieri in questione, uno sfregio del tutto ingiustificato. Un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti del territorio e di chi si prodiga per proteggere questi luoghi, rendendoli accessibili e fruibili a tutti, peraltro anche con iniziative sulla segnaletica come quelle recenti e non solo”.

















