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Attualità | 25 ottobre 2020, 11:46

Tari, è scontro tra commercianti e comune a Celle. Abate (Promotur): "Se si continua così il paese muore"

Diversi ristoratori si sono lamentati per l'arrivo delle cartelle dei rifiuti che non tengono conto della chiusura per il lockdown: "Quasi 6mila euro non li pago"

Tari, è scontro tra commercianti e comune a Celle. Abate (Promotur): "Se si continua così il paese muore"

"Bisogna che tutte le attività che sono tuttavia colpite siano esentate da non pagare la Tari, non devono pagare, ma dov'è il Comune ora?". Lo sfogo arriva dal presidente del Consorzio Promotur Franco Abate che si schiera a favore dei commercianti cellesi, i quali hanno lanciato il loro grido d'allarme in merito al pagamento della Tari, visto che sono arrivate cartelle da pagare della tassa dei rifiuti con cifre particolarmente alte, non tenendo conto dei mesi di chiusura per il lockdown.

"Con l'amministrazione bisognerebbe poterci parlare bene, non c'è un interlocuzione, ognuno parla per sé ed è sbagliatissimo. Bisogna mettersi insieme e ci vuole una persona che vada a parlare con il comune" continua Abate che auspica nell'intervento di Confcommercio per far sì che venga nominato un rappresentante dei commercianti a Celle.

"Sulla questione del suolo pubblico che è stato tolto si poteva gestire in una maniera diversa, per dare una mano a sbarcare il lunario. Sulla Tari e il suolo pubblico lo fanno tutti i comuni. I commercianti non parlano con il comune perché non ricevono risposte. Il paese se si continua così il paese muore" prosegue il presidente del Consorzio Promotur.

"Se tengo il locale aperto 12 mesi, di questi, un mese faccio le ferie, 3 mesi subisco il lockdown, è chiaro come l'acqua che in questi quattro mesi non produco spazzatura, quindi, per cosa la pago la Tari a prezzo pieno? Oserei dire strapieno. Riaprendo a Giugno dopo il lock down, e togliendo 3 tavoli ho perso 11 persone a sedere, il mio peso di spazzatura prodotta è sicuramente meno. Vogliamo iniziare a prenderci cura delle aziende? Io i quasi 6mila euro non li pago perchè non posso, sono troppi ed è immorale che il Comune, la SAT e lo stato me li richieda, minacciando multe" lo sfogo del ristoratore, proprietario del Mosè, Riccardo Rebagliati. "La maggioranza ci ha sempre detto in consiglio comunale che ci avrebbe invitato agli incontri con la Sat per renderci partecipi e per trasparenza, mai successo e nemmeno su tutte le altre tematiche".

"È assurdo dover pagare la tari non avendo incassato, io non mi ritengo esperto in tema però credo che gli amministratori possano chiedere un ricalcolo e so per certo che Sat in una riunione fatta a Marzo con tutti i sindaci del ponente si era resa disponibile a percorrere questa strada ma Celle non ha aderito o non era interessata a quanto pare perché il ricalcolo delle cartelle ormai già in maggioranza pronte a partire da lì a un mese sarebbe stato difficoltoso" prosegue Rebagliati.

"Vogliamo parlare del suolo pubblico/dehors? Visto il momento difficile tutti i comuni stanno pensando di prorogare alla prossima estate l’ampliamento del suolo pubblico, Celle no. Ma gli amministratori comunali sanno cosa vuol dire avere iva, tasse da pagare, affitti, mutui? I miracoli non si possono fare ovviamente ma andare incontro per quanto possibile si" il commento del consigliere di minoranza Jacopo Abate.

Luciano Parodi

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