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Cronaca | 02 dicembre 2020, 15:40

Abusi nella casa famiglia di Celle Ligure: condannato in Appello a 7 anni Massimiliano Casareto

Era stato assolto nel 2016, ma le parti civili avevano fatto ricorso. L'uomo nel giugno del 2014 era stato arrestato per presunti abusi commessi (baci, carezze e palpeggiamenti) compiute nei confronti di tre minorenni in più anni dal 2001 al 2006 e successivamente fino al 2009

Abusi nella casa famiglia di Celle Ligure: condannato in Appello a 7 anni Massimiliano Casareto

Era stato assolto perché il fatto non sussiste ma gli avvocati delle parti civili avevano deciso di fare ricorso in Appello ed è stato condannato quest'oggi a 7 anni.

Massimiliano Casareto, ex responsabile della casa famiglia “La Mimosa” di Celle Ligure era stato rinviato a giudizio con l'accusa di abusi sessuali su tre ex ospiti della struttura, ma nel febbraio 2016 il Tribunale di Savona lo aveva assolto. Nel giugno del 2014 era stato arrestato per presunti abusi commessi (baci, carezze e palpeggiamenti) compiuti nei confronti di tre minorenni in più anni dal 2001 al 2006 e successivamente fino al 2009.

Tornato libero nel febbraio 2015, per lui, dopo un articolato dibattimento e molteplici testimonianze, il Pubblico Ministero Chiara Venturi aveva chiesto 9 anni, considerando tutti gli elementi che avrebbero provato la responsabilità dell’imputato.

In aula erano sfilati i testimoni che avevano raccontato le confidenze avute dai tre ragazzi che hanno denunciato gli abusi ricevuti nella casa famiglia quando erano minorenni.

Palpeggiamenti, carezze, “atti di eccessiva affettuosità” ma anche pressioni psicologiche e insulti. Era quanto emerso dalle testimonianze della psicologa che aveva lavorato dal 2001 al 2002 nella casa famiglia e del compagno di uno di loro.

I racconti degli abusi all’interno della casa famiglia sarebbero emersi solo dopo un servizio televisivo su Italia 1 pubblicato dalle “Iene” nel quale si raccontava di abusi sessuali nella casa famiglia di Celle. Uno dei ragazzi, visto il servizio televisivo, si era reso così conto che non era stato il solo ad aver ricevuto abusi all’interno della casa famiglia.

Questo gli aveva dato motivo di contattare altri compagni e, ritrovando in due di questi la stessa esperienza, aveva avuto la forza di denunciare. Dalle testimonianze inoltre erano emersi gli attriti nati con il titolare Casareto in seguito alla gestione dell'attività praticata dal ragazzo, cioè l'addestramento cani (aveva lasciato la casa famiglia La Mimosa per lavorare nel centro cinofilo a Celle).

Durante l'interrogatorio davanti al giudice nel giugno 2014, Casareto aveva escluso ogni forma di maltrattamento o atto sessuale sui minori. Come aveva riferito il legale Mario Scopesi, Casareto avrebbe parlato della normalità di atteggiamenti affettuosi con i ragazzi della casa di Celle "compiuti senza alcuna malizia, in un clima assolutamente familiare", quindi baci e abbracci sì, ma senza toccamenti e violenze.

Quest'oggi quindi a Genova è giunta la sentenza della Corte d'Appello che ha condannato a 7 anni il 51enne.

"Ritengo che sia una sentenza sbagliata, non ho timore di dirlo, perché c'è n'era una giusta precedente, appena avremo letto le motivazioni la impugneremo" il commento dell'avvocato difensore Mario Scopesi.

"E' chiaro che il mio cliente è contento, è un successo che mette fine e fa luce su una vicenda triste, giunta ad una conclusione giusta" ha dichiarato l'avvocato difensore delle parti civili Gianfranco Nasuti.

 

Luciano Parodi

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