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Attualità | 16 ottobre 2021, 10:14

Boom di tamponi per avere il Green Pass, le farmacie savonesi: "Ci aspettavamo un incremento, ma non di tale portata"

Nel giorno dell'entrata in vigore della legge sull'obbligatorietà del certificato sui posti di lavoro c'è chi ha aperto anche alle 6 del mattino e chi ha avuto coda fino alle 21 e oltre

Boom di tamponi per avere il Green Pass, le farmacie savonesi: "Ci aspettavamo un incremento, ma non di tale portata"

I dati raccolti da Alisa nell'ultimo, in ordine di tempo, bollettino sul Covid19 hanno fatto segnare nella nostra regione un vero e proprio boom nel numero di tamponi rapidi, i quali hanno superato quota 9mila.

E' l'effetto dell'entrata in vigore dell'obbligo di Green Pass sui posti di lavoro scattato proprio ieri, 15 ottobre, in tutta Italia, dove l'unica alternativa per chi non si è ancora vaccinato oppure non ha riscontrato l'infezione negli ultimi sei mesi è ricorrere a un test nelle quarantott'ore precedenti.

E se qualcuno ha scelto di non cedere a quello che nelle proteste più vibranti è stato definito come ricatto o addirittura "pizzo", facendo riferimento anche alla difesa del diritto al lavoro sancito dalla Costituzione, in tanti hanno scelto di accettare la regola. Principalmente effettuando il tampone antigenico, ma anche prenotando già la vaccinazione.

Non solo quindi si è "corsi ai ripari chiedendo ad amici, conoscenti e noi farmacisti come poter prenotare il vaccino - spiega il rappresentante savonese di Federfarma, Aldo Gallo - ma è esploso anche il numero di tamponi richiesti", mettendo così sotto pressione le farmacie, le quali si aspettavano sì un aumento dei pazienti "ma non in queste quantità".

Qualcuno ha così deciso di aprire anche alle 6 del mattino per permettere a chi, sprovvisto di pass, doveva recarsi al lavoro, qualcun altro invece ha dovuto restare aperto ben oltre l'orario di chiusura avendo alle 21 code con anche una ventina di persone in attesa.

"Un sovraccarico rispetto al precedente periodo c'è stato - dice con altri toni Giovanni Zorgno, presidente dell'Ordine dei Farmacisti - però è stato superato senza grossi problemi. D'altronde è un po' nel nostro dna dover far fronte a situazioni del genere essendo tra i rappresentanti della sanità sul territorio. Qualche problematica di agenda in più l'abbiamo avuta coi vaccini, non essendo gestita direttamente da noi".

Situazione questa rientrata ora che la macchina sanitaria nazionale e regionale ha affinato i meccanismi e che non dovrebbe riproporsi nel futuro, nonostante con l'entrata in vigore del decreto legge e l'incentivazione della Regione che garantirà la gratuità dei tamponi nei quindici giorni successivi alla somministrazione della prima dose per chi si vaccinerà, hanno fatto tornare a salire il numero delle prenotazioni delle vaccinazioni.

"Va dato atto a chi ha preso questa misura di aver incentivato la corsa alla vaccinazione da parte di chi ha sottovalutato la situazione in precedenza e ora deve fare i conti con le misure prese dal Governo, mettendo insieme la gratuità del tampone e l'invito a vaccinarsi" afferma Gallo.

L'obbiettivo è spingere sulle vaccinazioni quindi, e i farmacisti sono pronti ancora una volta a giocare il proprio segmento di partita nella sfida al Covid: "Vaccinarsi è l'unica maniera per eradicare la malattia, il tampone consente di andare a lavorare ma la situazione terapeutica ultima è la vaccinazione" conclude Zorgno.

Mattia Pastorino

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