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Politica | 30 novembre 2021, 16:58

Ospedale di Cairo, Arboscello (Pd): “La maggioranza rifiuta il dialogo e il confronto con il territorio: parlare di Sanità per la giunta è un tabù”

Bocciato l’ordine del giorno presentato dal consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello che chiedeva di sospendere la trasformazione dell’ospedale di Cairo Montenotte in Ospedale di comunità e di ascoltare le richieste del territorio prima di qualsiasi decisione definitiva.

Ospedale di Cairo, Arboscello (Pd): “La maggioranza rifiuta il dialogo e il confronto con il territorio: parlare di Sanità per la giunta è un tabù”

Con 10 voti a favore, quelli della minoranza, e 16 contrari è stato respinto l’ordine del giorno presentato dal consigliere regionale savonese del Partito Democratico Roberto Arboscello e sottoscritto dai colleghi del gruppo, per impegnare la giunta a sospendere ogni percorso di definizione del ruolo futuro dell'ospedale San Giuseppe di Cairo e aprire un confronto con le realtà territoriali per individuare la proposta sanitaria più rispondente alle esigenze della Val Bormida.

Secondo il primo firmatario della proposta, i continui cambi di destinazioni del presidio ospedaliero stanno creando incertezza sul servizio sanitario della valle mentre cittadini e amministrazioni locali si sono espressi sulla necessità di un presidio ospedaliero e di un pronto soccorso. 

Dai banchi della Giunta è emerso chiaramente che per la maggioranza, che si fa portavoce dell’assessore alla sanità Toti, assente anche oggi, la Valbormida non potrà contare su quel Pronto soccorso da anni richiesto. Perché la Giunta e la maggioranza rifiutano il dialogo e il confronto con il territorio, chiudendo le porte a nuove valutazioni?” si domanda il consigliere Arboscello.

Come sempre - osserva Arboscello - la maggioranza dimostra che le scelte sulla sanità arrivano con pacchetti preconfezionati, senza possibilità di dialogo e confronto. Siamo consapevoli che serve una razionalizzazione delle risorse, per fornire il miglior servizio a tutto il territorio, ma non è possibile rifiutare a prescindere le istanze della Val Bormida che è un area disagiata e che da anni chiede di essere riconosciuta come tale. Per questo ho anche chiesto di fare un consiglio straordinario in Val Bormida, ma anche su questo punto c’è stata una chiusura totale: di sanità non vogliono parlare”. 

 

Redazione

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