I ritardi nella fornitura degli alimenti speciali per il piccolo Edoardo, il bimbo di tredici mesi con necessità di medicinali, cibo e prodotti di idratazione particolari e difficilmente reperibili, al momento sono risolti e in parte sarebbero stato legati a una sorta di cavillo burocratico.
Lo ha affermato l'Asl 2 Savonese, dov'è residente il piccolo afflitto da quella che sembra essere una sindrome o una malattia genetica rara per ora però non ancora diagnosticata ufficialmente. Questo sarebbe stato l'intoppo.
"Del caso si stanno interessando gli operatori della S.C. Farmacia Territoriale già dal primo momento della ricezione della richiesta specialistica avvenuta il 20 luglio scorso - chiarisce l'azienda in una nota - Come da procedura la prescrizione per Edoardo, che prevedeva la fornitura di diverse tipologie di supporti alimentari, è stata inviata al team nutrizionale dell’Azienda che ha autorizzato la fornitura di un solo prodotto, l’unico erogabile a carico del Sistema Sanitario Nazionale nel rispetto della normativa sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). I genitori saranno avvisati per il suo ritiro non appena sarà disponibile presso il centro distribuzione di via Aleardi".
"Le difficoltà da parte dell’Asl alla fornitura dei restanti supporti alimentari - precisano quindi - sono correlate al rispetto della normativa nazionale vigente che prevede l’erogazione da parte del SSN di 'alimenti a fini medici speciali' (quelli di cui Edoardo ha bisogno) solo a soggetti con malattia metabolica congenita o con fibrosi cistica, debitamente accertata e certificata".
Per ovviare al ripetersi di situazioni simili, "la Farmacia Territoriale di Asl 2 ha già sottoposto questo caso ed altri simili ad Alisa affinché venga indicata una linea guida regionale che consenta la fornitura dei supporti nutrizionali, ritenuti indispensabili dal clinico, anche a soggetti non affetti dalle suddette malattie rare, come nel caso di Edoardo".
"In aggiunta - concludono dall'azienda sanitaria savonese - la Farmacia Territoriale Asl2, dopo un colloquio con i genitori del bambino per valutare la situazione, si era già confrontata con gli specialisti del Gaslini per verificare la possibilità di fornire questi alimenti speciali tramite il centro prescrittore che ha in cura il bambino (U.O. S.D. Centro Nutrizionale del Gaslini), in attesa del riscontro positivo da parte di Alisa puntualmente giunto in questi giorni".
La continuità assistenziale sarà quindi garantita attraverso la Asl locale da Alisa, che in una nota ha specificato: "Alcune delle affermazioni presenti nella nota del consigliere Pastorino, non solo non corrispondono al vero, ma evidenziano la mancata conoscenza dei percorsi di presa in carico. È dunque opportuno precisare che Alisa non ha mai espresso parere negativo all’erogazione dei prodotti, ma ha svolto il ruolo di coordinamento con Gaslini e Asl2 affinché la situazione venisse risolta, assicurando le prestazioni necessarie".
"Spiace perciò constatare che, in situazioni particolarmente delicate, anziché supportare gli utenti, alcuni consiglieri regionali, inducano, attraverso comunicazioni non veritiere, ad avere sentimenti di sfiducia e disagio verso un sistema che invece è teso costantemente alla soluzione dei problemi e alla presa in carico" conclude Alisa.














