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Politica | 13 marzo 2025, 17:31

Finale, il Piano delle Opere piace sempre meno alla minoranza: "Impoverito più in qualità che nella quantità"

Il gruppo "Impegno per Finale" scettico anche sulle revisioni al regolamento urbanistico: "Aumentata la burocrazia"

Finale, il Piano delle Opere piace sempre meno alla minoranza: "Impoverito più in qualità che nella quantità"

Tornano a far discutere due temi affrontati nell'ultimo Consiglio Comunale di Finale Ligure, dove l’Amministrazione Berlangieri ha presentato un nuovo Piano delle Opere Pubbliche e alcune modifiche al Regolamento Edilizio.

E' la minoranza a parlarne, segnatamente il gruppo "Impegno per Finale", che focalizza nella sua nota l’attenzione dei cittadini finalesi «non tanto sull'aspetto “quantitativo” del Piano Opere Pubbliche, quanto sull’aspetto “qualitativo” dello stesso».

«Dopo 10 mesi di governo cittadino assistiamo alla quarta variante del Piano - spiega il capogruppo Guzzi -, il documento che evidenzia la programmazione del prossimo triennio e quindi è cartina tornasole delle intenzioni e delle idee di Città di un amministrazione in carica. Se leggiamo tale documento ci rendiamo conto di quanto sia scarno e privo di collegamenti funzionali. Come più volte dichiarato in questi ultimi mesi è stato fatto un copia incolla al ribasso del documento della precedente Amministrazione. Non vi è un'opera pubblica inedita (cioè di paternità dell’attuale governo cittadino), son state eliminate le opere strategiche avviate dal precedente Assessorato ai Lavori Pubblici, si è mantenuto al ribasso interventi manutentivi. L’unica vera novità di questa ultima variazione al Piano è l’inserimento del doveroso intervento di messa in sicurezza di Salita del Grillo che però viene inserita a scapito di asfaltature (quelle che partiranno nei prossimi giorni son state finanziate dall’Amministrazione Frascherelli un anno fa), a scapito di interventi sul patrimonio comunale e manutenzione sulle strade»

«Comprendiamo sia questione di scelte, e certamente non si ragiona a risorse infinite quindi occorre decidere cosa fare o non poter fare. Verissimo - continuano dall'opposizione - Ma un buon amministratore deve saper valutare tempi e modi. Aver finanziato questo intervento a distanza di tre mesi dalla chiusura di Salita del Grillo vuol dire non avere cognizione del disagio e degli innumerevoli problemi che questa chiusura ha creato, sta creando e creerà nel prossimo futuro. Esisteva un'alternativa? Ma certamente! Il problema è emerso a bilancio preventivo non ancora presentato (erano i primi giorni di dicembre). Si fosse variato a dicembre il Piano delle Opere (il Bilancio è stato presentato dalla maggioranza il 20 dicembre) oggi avremo un cantiere di messa in sicurezza certamente già avviato. Questo ritardo rischia di mantenere tale disagio o il cantiere effettivo durante la stagione estiva. L’Amministrazione ha dichiarato che entro l'estate il cantiere sarà completato. Ciò significa che in 3 mesi si farà il progetto, si farà la gara per i lavori e avremo l’esecuzione ultimata dell’intervento. Ci pare strano soprattutto se dichiarato da chi in dieci mesi non è riuscito neppure a rendere operativo il servizio igienico del Borgo già progettato, finanziato, autorizzato, acquistato dall’Amministrazione precedente».

Anche relativamente al Regolamento Edilizio il gruppo guidato da Andrea Guzzi coi consiglieri Bricchetto, Geremia e Montanaro manifesta altre perplessità. «Eravamo anche pronti all'approvazione (il 90% delle variazioni erano già state elaborate con la precedente legislatura) ma l’Amministrazione ha voluto modificare l’articolo relativo alle opere a scomputo e questo ha reso per noi il punto all'ordine del giorno inaccettabile - affermano -. Esiste già una norma nazionale, già di per sé complessa, che garantisce da un lato la Pubblica Amministrazione e la sua struttura e permette, dall’altro, all’operatore privato un percorso di scomputo oneri di urbanizzazione. Andare a creare ulteriori meccanismi e passaggi burocratici ci pare ridondante, ripetitivo, macchinoso e soprattutto allunga notevolmente i tempi operativi da parte dell’operatore che in questo modo sarà disincentivato a scomputare gli oneri. Il risultato sarà un calo evidente di queste procedure con la riduzione di opere pubbliche sul territorio. E’ già evidente come ci sia immobilismo sul lato cantieri, questo nuovo regolamento renderà tutto ancora più pachidermico e burocratico»

«Abbiamo proposto di riflettere su questo articolo rinviandolo a future discussioni ma non siamo stati ascoltati. Occorre un cambio di passo, lo dobbiamo ai nostri concittadini e alla nostra città» chiosano da "Impegno per Finale".

Redazione

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