Strutture e aree urbane senza le cure e le attenzioni necessarie degradano velocemente e diventano relitti. Così testimonianze anche importanti, retaggio di storie uniche, svaniscono dall’ orizzonte percettivo dei cittadini e si trasformano in “non luoghi”.
“A Savona tutto ciò è accaduto spesso: si pensi alle condizioni in cui in passato versavano Il Priamar, il complesso di San Giacomo, il Palazzo Della Rovere. Ma altrettanto grave è l’indifferenza che, nella nostra città, subiscono luoghi necessari e rappresentativi come le piazze, umiliate dal traffico, o senza una veste significante che ne valorizzi la funzione collettiva. Eppure, è proprio in quegli spazi che dovrebbe avvenire l’incontro tra i singoli e la comunità, è proprio in quegli spazi, fuori dalla virtualità tossica della rete, che i cittadini dovrebbero riconoscersi parte di un’unica compagine civica”.
Lo spiega l’UniSavona che, giovedì 8 maggio alle ore 16:30, nella sala “Caduti di Nassiria” del palazzo della Provincia, organizza un incontro aperto a tutta la cittadinanza dal titolo “Giardini possibili”, in cui saranno presentate idee e riflessioni con una ricca serie di immagini originali per rendere la città della Torretta “più naturale e salubre, accogliente e bella”.
“Oggi sull’onda dell’entusiasmo suscitato dal sogno di 'Savona candidata Capitale della Cultura 2027' si dischiudono opportunità insperate e forse irripetibili. L’apertura dell’Amministrazione agli apporti e ai suggerimenti della popolazione e delle associazioni dà l’avvio a una fase nuova e più democratica nella gestione del territorio” spiegano ancora.
Protagonista sarà Santino Nastasi, da sempre impegnato nella promozione della cultura e della bellezza. Nel 2014 ha curato il progetto del “Roseto dei Papi”: unico giardino realizzato e mantenuto da volontari, aperto gratuitamente al pubblico e alle scuole. L’esperienza di appassionato collezionista di rose antiche e di cultore dell’arte dei giardini lo ha convinto che il riscatto degli spazi cittadini negletti debba passare attraverso il ritorno alla naturalità.














