Buongiorno direttore, vorrei rispondere alla lettera del sig. Calcagno pubblicata oggi, non condividendone affatto lo spirito.
Ringrazio e porgo cordiali saluti. SM
Egregio Sig. Calcagno,
La ringrazio per aver condiviso le sue riflessioni sul nuovo sistema di raccolta differenziata. Comprendo che l’attuazione di un cambiamento così rilevante possa generare opinioni contrastanti, ma desidero rispondere ai suoi punti con alcune osservazioni, nella speranza di chiarire e stimolare un dialogo costruttivo.
Riguardo alla complessità del sistema, mi permetto di dissentire dall’idea che sia semplicemente da “affinare”. Il meccanismo attuale, con l’obbligo di utilizzare numerosi mastelli, appare a molti cittadini non solo complesso, ma inutilmente astruso. Gestire una moltitudine di contenitori, spesso in plastica di scarsa qualità, è particolarmente gravoso per chi vive in contesti difficili, come i piani alti di palazzi senza ascensore, soprattutto per persone anziane o disabili. Chiedere a queste famiglie, o a individui con mobilità ridotta, di trasportare i mastelli su e giù per le scale non sembra un segno di civiltà, né di rispetto per le loro necessità quotidiane.
Inoltre, il tanto decantato “decoro urbano” appare discutibile quando le strade si riempiono di centinaia di mastelli esposti sui marciapiedi, accanto a bidoni e sacchi vari delle attività commerciali. Lungi dall’essere un miglioramento, questa situazione trasforma molte vie in una sorta di discarica a cielo aperto, lontana dall’immagine di ordine che si vorrebbe promuovere. Un ulteriore problema è l’aspetto igienico: i mastelli, lasciati in strada, sono esposti a contaminazioni di ogni tipo (deiezioni canine, guano, ratti), che i cittadini sono poi costretti a riportare in casa. Questo rappresenta un rischio sanitario non trascurabile, che meriterebbe maggiore attenzione.
Concordo con lei che l’educazione civica sia fondamentale, ma la raccolta differenziata si promuove attraverso un’informazione chiara e un sistema di smaltimento efficiente, non con obblighi che risultano spesso insensati e che finiscono per scoraggiare anche i cittadini più virtuosi. Una soluzione poteva essere la graduale estensione delle isole ecologiche di prossimità dotate di tecnologie che consentono il controllo dei conferimenti, incentivando comportamenti responsabili senza gravare sulla vita quotidiana delle persone. Si poteva seguire questa strada logica, ma si è testardamente deciso di forzare una situazione senza alcun rispetto per le difficoltà dei cittadini.
Riconosco che il sistema è perfettibile, ma credo che le criticità non siano solo il frutto di “maleducazione” o di un’organizzazione carente, come lei suggerisce. Servono soluzioni più pratiche e attente alla realtà quotidiana, per trasformare la raccolta differenziata in un’opportunità e non in un peso. Sono aperto a un confronto per approfondire queste tematiche e individuare soluzioni condivise.
Cordiali saluti,
Stefano Martinelli














