"Nonostante il divieto di accesso imposto questa estate ai cani e ai loro proprietari, la devastazione del Parco dei Conradi ad Albisola Superiore non solo prosegue, ma peggiora di giorno in giorno".
A denunciarlo, dopo le lettere di diversi cittadini, sono anche l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista Italiano (PAI). Entrambe le associazioni contestano l’atteggiamento del Comune, accusato di essere "da anni ostile agli animali e ai loro proprietari, pronto a colpire sempre gli stessi soggetti, ma incapace di affrontare i veri problemi".
Esempio sarebbe, secondo le due realtà, "il massacro di oltre cento cinghiali, abbattuti dalla polizia regionale su richiesta dell’amministrazione comunale, un intervento tanto crudele quanto inutile, che non ha eliminato la causa reale del fenomeno: il mancato e corretto smaltimento dei rifiuti urbani".
Osa e Pai come intanto, "sotto gli occhi indifferenti della vigilanza municipale", il parco continui a essere preda del degrado: "Di giorno, insozzato da cittadini incivili (senza cani), e di sera trasformato in terra di nessuno, dove bande di minorenni scorrazzano in motorino, danno vita a risse, compiono furti, distruggono vetrate e arredi, deturpano prati e strutture, abbandonando montagne di rifiuti - accusano - Nel frattempo, i residenti, esasperati, sono costretti a subire notti insonni senza alcuna tutela".
Dopo oltre un mese di richieste, il Comune ha intanto concesso un incontro con i cinofili albisolesi. In tale occasione, Pai e Osa chiederanno con forza al sindaco la riammissione dei cani in tutte le aree pubbliche cittadine, ribadendo che "non sono gli animali né i loro proprietari a minacciare il decoro urbano, bensì l’inciviltà tollerata e l’assenza di controlli".
Ma non solo. "Il parco dei Conradi è lo specchio di una gestione miope e contraddittoria: si colpiscono i più deboli, come animali e cittadini rispettosi delle regole, mentre si chiudono gli occhi di fronte a chi devasta davvero il bene comune - continuano Osa e Pai - Questo atteggiamento non solo discrimina una parte della cittadinanza, ma lascia marcire il territorio, alimentando degrado e insicurezza. È arrivato il momento che l’amministrazione comunale cambi rotta: non servono divieti inutili né repressioni cieche, ma politiche responsabili, controlli seri e una vera attenzione alla convivenza civile e al rispetto dell’ambiente. Altrimenti, Albisola continuerà a perdere non solo i suoi spazi verdi, ma anche la fiducia dei cittadini" chiosano.














