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Politica | 11 settembre 2025, 15:53

Savona, Russo blinda Di Padova, l'opposizione insorge: "La giunta trasformata in un confessionale"

Orsi: "La città merita almeno sincerità nei comportamenti e non questo mix di ipocrisia e piccolo cabotaggio"

Savona, Russo blinda Di Padova, l'opposizione insorge: "La giunta trasformata in un confessionale"

Elisa Di Padova resta in giunta. Con tutte le deleghe a lei affidate: Politiche educative e formazione, Integrazione scuola-città e Città universitaria, Eventi e manifestazioni, Comunicazione, Terziario, Commercio e Servizi.

Una decisione che non poteva non scatenare la reazione di quella parte di minoranza - Fabio Orsi (PensieroLibero.zero), Maurizio Scaramuzza (Lega), Massimo Arecco (FdI), Manuel Meles (5Stelle) e Piero Santi (Insieme per Savona) – che con una lettera, come quelle che sono state lette da Di Padova e sindaco ai giornalisti sulla vicenda, aveva chiesto un passo indietro.

La richiesta di un passo indietro, però, non ha trovato sponda e ora si scatenano le reazioni. 

La modalità di comunicazione della conferma di Di Padova è arrivata in una conferenza stampa con la lettura di uno scambio di lettere tra sindaco e vicesindaco sulle dimissioni, respinte da Russo. 

"Rinnoviamo la nostra vicinanza a Elisa per l’evento traumatico che ha coinvolto lei e sua figlia – dice Manuel Meles (5Stelle) – Sul piano personale prevale il rispetto umano; sul piano politico e istituzionale, invece, la questione non può essere liquidata con una lettera pastorale di “assoluzione”.

"Il sindaco, calatosi nei panni del confessore – prosegue Meles – ha trasformato la giunta in una sorta di confessionale, impartendo perdono e rimandando il vicesindaco al suo incarico come se nulla fosse successo. Dopo questo teatrino, ogni predica pedagogica o attribuzione di patenti di “buoni cittadini” ai savonesi che non seguono il modello comportamentale dell’Amministrazione suonerebbe grottescamente ipocrita.

"Infine – chiude Meles – ricordiamo che dimettersi da un incarico politico-amministrativo è un atto personale e immediato secondo il TUEL: basta presentare le dimissioni al protocollo dell’ente, e l’atto assume carattere di irrevocabilità. La missiva del sindaco, invece, ha avuto il sapore di un teatrino a uso e consumo personale, lontano da qualsiasi forma di serietà istituzionale.

Firmatario della richiesta di dimissioni era anche Maurizio Scaramuzza, capogruppo della Lega. "Dopo le numerose sollecitazioni, provenienti non solo dai cittadini ma anche da tutte le forze politiche – spiega Maurizio Scaramuzza – apprendo che il sindaco ha deciso di mantenere e confermare le deleghe – e dunque il ruolo di vicesindaca – a Elisa Di Padova. A lei, come già espresso in passato, rinnovo la mia vicinanza personale e familiare.

È doveroso sottolineare che questa presa di posizione non sarebbe mai arrivata senza la lente critica esercitata dall’opposizione. Detto ciò, la politica ha obblighi precisi e insindacabili nei confronti della comunità e degli stessi colleghi. La gestione di questa vicenda da parte del sindaco Russo non solo arriva in modo tardivo, ma si presenta anche come estremamente scomposta: un atteggiamento che tradisce la paura di perdere una credibilità già piuttosto fragile. Ancor più grave è la giustificazione offerta attraverso la pubblicazione di uno scambio di lettere (due in verità) – certamente autentiche, ma prive di qualsiasi valenza giuridica, in quanto non protocollate. Siamo di fronte all’ennesima messa in scena. Un teatrino che, pur partendo da una vicenda personale dolorosa, mette ancora una volta in luce l’incapacità politica e amministrativa della gestione Russo a Savona".

"Sono stupito solo del metodo. Dell’esito nemmeno un grammo – dichiara Fabio Orsi – Dispiaciuto ma non stupito. Da più parti, opposizioni ma anche dai vertici di partito Pd e da molti sostenitori della Giunta si era sostenuto che dovesse essere lei a decidere. In questa che sembra una pièce teatrale, se la Di Padova ha deciso di dimettersi le dimissioni vanno accettate e se il sindaco le rigetta vanno riproposte irrevocabili. Altrimenti sembra davvero un teatrino di second’ordine in cui ciascuno prova a uscirne a posto con assoluzione dispensata dal primo cittadino. Serve e serviva almeno un po’ di schiettezza. La città merita almeno sincerità nei comportamenti e non questo mix di ipocrisia e piccolo cabotaggio. Era molto meglio che avessero deciso di andare avanti senza se e senza ma, assumendosene la responsabilità. Pur non condividendo avrei almeno apprezzato coerenza e sincerità".

A non firmare la richiesta di dimissioni Angelo Schirru (Lista Schirru Sindaco) e Luca Aschei (Andare Oltre). "Condividevo quanto detto dai colleghi nella lettera – spiega Schirru – ma ritengo che quanto accaduto, pur grave, sia un fatto privato e che la giunta vada giudicata su quello che fa e quello che non fa". Luca Aschei, invece, preferisvce astenersi dai commenti.

Elena Romanato

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