In Valbormida infuria il dibattito sul termovalorizzatore. A intervenire duramente contro il progetto sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Roberto Arboscello e Davide Natale, che accusano il centrodestra di forzare la mano in un momento drammatico per il territorio, ancora alle prese con l’ennesima ondata di maltempo.
“Nei giorni in cui la Valbormida si trova sotto il fango, esattamente un anno dopo la precedente alluvione, la destra spinge per mettere un termovalorizzatore su quello stesso territorio – denuncia Arboscello –. E invece di concentrare gli sforzi e ragionare su come metterlo in sicurezza, tutto il centrodestra, a partire dall’assessore Ripamonti, dal presidente della Provincia Olivieri (che da sindaco aveva firmato un documento di contrarietà pochi mesi fa), fino alla commissaria dell’Agenzia regionale dei rifiuti Giuliano e ai consiglieri regionali, si mobilita affinché l’impianto arrivi qui. La Valbormida ha bisogno di sanità, di infrastrutture, di messa in sicurezza idrogeologica. Queste sono le priorità di cui discutere e non un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti”.
Il consigliere dem ricorda anche le recenti prese di posizione del governatore Toti e dell’assessore Ripamonti: “Ieri Toti per mettere il rigassificatore a Vado-Savona seminava terrore tra i liguri, dicendo che avrebbero dovuto dormire con il cappotto in caso di freddo intenso. Oggi Ripamonti dice che le aziende della Valbormida hanno bisogno del termovalorizzatore, promettendo che questo porterà più energia a tutti, in stile Cetto La Qualunque, come se l’energia non si potesse distribuire ma solo produrre in loco. Tutti e due accomunati da uno stesso filo conduttore: cercano di giustificare scelte impopolari richiamando a un tema energetico su cui questa destra, nei fatti, è assente: il Piano energetico è scaduto, le Aree idonee per l’installazione di sistemi di produzione di energie alternative non sono state individuate. Erano questi i primi passaggi che andavano fatti da parte di una politica seria”.
Sulla stessa linea anche il vicepresidente della Commissione Ambiente in Regione, Davide Natale: “In che mani siamo? Per prima cosa chiederemo i documenti che sono alla base della decisione del tavolo tecnico, sia quelli che affrontano gli aspetti ambientali che quelli sanitari, per capire come sia possibile affermare che l’energia prodotta da un impianto venga utilizzata dalle imprese del territorio. Come se la presenza di una centrale che produce energia a Vado la producesse in primis per il territorio e portasse vantaggi per le aziende savonesi, quella di Genova per le genovesi oppure quella di Spezia per quelle spezzine”.
Natale insiste: “Basta configurare scenari che sono impercorribili, l’unica conseguenza è che nel savonese rimarrà il termovalorizzatore, altro che più energia per tutti. Abbiamo sempre pensato che fosse corretto superare l’Agenzia regionale dei rifiuti, ma alla luce di quanto dichiarato dalla stessa commissaria, che si appella alle normative europee e parla di ciclo Green senza averne titolo e competenze, dicendo cose inesatte sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, pensiamo che vada immediatamente chiusa”.













