“La posizione della Val Bormida è stata chiara fin da subito: i cittadini non vogliono un inceneritore, che metterebbe in pericolo la salute, l’ambiente e l’economia dell’intera vallata. Non cederemo al ricatto delle compensazioni: se un progetto è dannoso per il territorio, non esistono motivi validi per cambiare idea. Ci opporremo in ogni modo a questo impianto per lo smaltimento dei rifiuti, che metterebbe una pietra tombale su ogni possibilità di sviluppo per il comprensorio”
Jan Casella, consigliere regionale di AVS, e Giorgia Ferrari, consigliere comunale di “Cairo in comune”, confermano la loro netta contrarietà alla realizzazione di un inceneritore.
“Nelle ultime settimane, alcuni amministratori della Val Bormida hanno cambiato idea rispetto al documento unitario firmato a febbraio da tutti i sindaci, con cui si esprimeva parere contrario a questo impianto. Ci chiediamo per quale motivo ci sia stata un’inversione di rotta così radicale in pochi mesi. La popolazione della Val Bormida si è espressa chiaramente contro questo progetto, partecipando in massa alle assemblee e alle manifestazioni di dissenso”, ricordano Casella e Ferrari.
“È inaccettabile il tentativo di ricattare i cittadini, ipotizzando opere pubbliche solo in cambio dell’inceneritore. La Val Bormida continua ad essere considerata la pattumiera della Liguria, dove confinare le attività inquinanti e dannose per la salute. Ci opponiamo a questa visione del territorio, che prevede ricchi profitti per pochi fortunati e danni incalcolabili per la popolazione locale”, concludono Jan Casella e Giorgia Ferrari.














