"L'attacco degli Stati Uniti contro il territorio venezuelano e la sua popolazione nelle aree civili e militari di Caracas, capitale della Repubblica e degli stati di Miranda, Aragua e La Guaira è un atto di estrema gravità che viola le convenzioni, i trattati e cancella il Diritto Internazionale, mettendo ulteriormente in pericolo le regole della comunità globale".
Così Sinistra Italiana Savona interviene sui recenti fatti legati al Venezuela.
"Con il pretesto di una lotta al traffico di stupefacenti - prosegue Sinistra Italiana - Trump utilizza la forza militare con 150 velivoli, colpisce le istituzioni di uno Stato sovrano, bombarda la popolazione civile (secondo il NYT il bilancio delle vittime è tuttora in corso), sequestra il Presidente Maduro e la moglie per impossessarsi delle ingenti risorse strategiche del Venezuela. La logica neoimperialista e l’azione di stampo colonialista sono inaccettabili: nessuno Stato può arrogarsi il diritto arbitrario di invadere un’altra nazione con azioni belliche, operando un cambio di regime, neppure per colpire e abbattere regimi ideologicamente avversi, né tanto meno può appropriarsi delle risorse naturali come quelle di gas, petrolio, litio, coltan, terre rare e oro".
"Significative e addirittura neppure velate le reali intenzioni degli Usa- afferma SI - come affermato dallo stesso Trump in conferenza stampa: “venderemo grandi quantità di petrolio ad altri paesi” in realtà per favorire alcuni interessi economici statunitensi molto legati a questa amministrazione. Gravissime anche le affermazioni di Trump relative alla transizione: “stiamo designando le persone che guideranno il Venezuela”, nella logica assurda che gli Stati Uniti devono riaffermare il primato sul loro presunto “giardino di casa”, cioè le Americhe".
"In relazione alle dichiarazioni rese dalla presidente Meloni occorre - conclude Sinistra Italiana- sottolineare che la giustificazione dell'attacco, del rapimento di un Capo di Stato e della pretesa USA di governare direttamente il Venezuela (di fatto un'occupazione sotto minaccia di invasione) è incompatibile con i principi della nostra Costituzione e si pone in aperta contraddizione con la posizione assunta relativamente all'Ucraina. Oggi più che mai è urgente che si mobilitino le organizzazioni mondiali per riaffermare l’ordine internazionale, respingere l'uso della forza come strumento di dominio e predominio, affermare il rifiuto della guerra e richiamare con forza il valore universale della pace".














