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Curiosità | 27 gennaio 2026, 16:18

La lupa e i cuccioli sulla strada innevata del Melogno: il caso del video che spopola come deepfake

Il filmato circola soprattutto su WhatsApp. L’analisi delle immagini, dal comportamento degli animali alla dinamica dei movimenti, fa emergere incongruenze compatibili con un video manipolato con l’intelligenza artificiale

La lupa e i cuccioli sulla strada innevata del Melogno: il caso del video che spopola come deepfake

Un video, diventato virale soprattutto negli scambi di messaggistica, vuole mostrare una lupa con la sua cucciolata mentre attraversa la strada del Colle del Melogno, in questi giorni innevata, ma ha tutte le caratteristiche di un prodotto artificiale: verosimile a un primo sguardo, ma incoerente se osservato con attenzione.

Negli ultimi anni, come si sa, il lupo ha ampliato il proprio areale. Dopo aver ricolonizzato in modo capillare le aree montane, oggi ormai ampiamente occupate, la specie si è progressivamente spinta verso contesti collinari, di pianura e persino più urbanizzati. Questo dato, spesso richiamato per avvalorare la credibilità di video come quello in questione, è reale e documentato.

Ma nel caso del filmato che riguarda il Melogno si notano incongruenze. Il primo elemento critico resta il comportamento degli animali. Difficilmente una lupa con cuccioli attraversa una strada asfaltata aperta al traffico in modo ordinato e tranquillo, né espone deliberatamente l’intera cucciolata a un rischio così elevato. In natura, situazioni simili sono rapide, nervose, dominate dall’urgenza e dalla fuga. Nel video, invece, i cuccioli avanzano in modo quasi sincronizzato, senza esitazioni, senza annusare il terreno, senza quelle micro-incertezze tipiche degli animali giovani. Il movimento appare più coreografato che spontaneo.

La “carovana” di lupi sembra spuntare dal nulla. Gli animali emergono improvvisamente da dietro una roccia bassa, senza alcun cenno di avvicinamento dal versante montuoso. La continuità spaziale è spezzata: i lupi compaiono direttamente in carreggiata, come “attivati” in quel punto preciso. È una dinamica tipica dei video generati o compositati con intelligenza artificiale, dove la costruzione della scena prevale sulla logica ambientale.

Anche la dinamica del movimento risulta innaturale. Le zampe non rispettano sempre il corretto ciclo di passo e in alcuni momenti sembrano scivolare sull’asfalto. Manca quel complesso sistema di micro-correzioni, imperfezioni e adattamenti che caratterizza il movimento reale di un animale.

L’illuminazione rafforza ulteriormente il sospetto. Il manto appare illuminato in modo uniforme, senza le variazioni naturali legate alla rotazione del corpo e alla direzione della luce ambientale. Le ombre sono troppo morbide e poco coerenti, mentre il pelo risulta eccessivamente pulito, ripetitivo, privo di quelle discontinuità che caratterizzano un animale selvatico reale. La resa complessiva ricorda più un rendering digitale che una ripresa sul campo.

Il contesto fa il resto. Le Alpi occidentali e l’Appennino ligure ospitano oggi popolazioni di lupo ben documentate e monitorate scientificamente. In Piemonte la stima di consistenza è di circa 464 esemplari, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 407 e 542 individui. La Liguria segue con circa 211 lupi, meno della metà, mentre in Trentino se ne stimano circa 125. Questi numeri non derivano da impressioni o segnalazioni isolate, ma dalle indagini strutturate. Dopo il primo campionamento standardizzato a scala nazionale del 2020-2021, la nuova indagine 2023-2024 è stata condotta in continuità metodologica con le Linee Guida e i Protocolli per il monitoraggio del lupo in Italia predisposti da ISPRA.

Tornando al video che viene inoltrato vorticosamente soprattutto su WhatsApp, se si mettono insieme gli elementi – l’apparizione improvvisa degli animali, il comportamento etologico, il movimento che sembra innaturale, l’illuminazione incoerente, la texture artificiale del pelo – il quadro che ne risulta è questo: sembra trattarsi di un deepfake o di un video generato con strumenti di intelligenza artificiale, plausibile solo a colpo d'occhio.

Negli ultimi mesi si sta inoltre assistendo a una proliferazione sempre più evidente di video manipolati o generati con l’intelligenza artificiale, anche in ambiti che fino a poco tempo fa sembravano marginali rispetto a questo fenomeno. La fauna selvatica, e in particolare il lupo, è diventata uno dei soggetti privilegiati di questo tipo di contenuti. Non si tratta di una scelta casuale: il tema del lupo è fortemente emotivo, visivamente potente e capace di attivare reazioni immediate.

Nel contesto savonese, la presenza del lupo è da anni un argomento altamente divisivo. Da un lato c’è chi vede nella sua espansione un successo della tutela ambientale, dall’altro chi la percepisce come una minaccia concreta per l’allevamento, la sicurezza degli animali domestici e l’equilibrio del territorio. In un clima già polarizzato, video spettacolari hanno un effetto amplificatore: rafforzano convinzioni preesistenti, alimentano paure o entusiasmi e rendono più difficile un confronto basato su dati reali e verificabili.

Redazione

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