Linco-Baxo Industrie Refrattari Spa e Salva Spa di Milano e Erre Trading Spa di Massa.
Queste le tre aziende italiane che avevano presentato entro il 9 gennaio la manifestazione d'interesse per l'acquisizione della Sanac che produce materiali refrattari.
La prima società aveva presentato un'offerta per l'intera acquisizione del complesso composto dai quattro stabilimenti Vado Ligure, Assemini, Gattinara, Massa e Vado. La seconda invece solo per la fabbrica vadese e Erre Trading per quella toscana.
I commissari avevano inviato un'istanza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nella quale era stata chiesta, prima del parere favorevole del Comitato di Sorveglianza, l'autorizzazione alla prosecuzione della procedura di gara ed all'ammissione dei tre partecipanti alla fase di due diligence. Fase che con il via libera si concluderà ad aprile.
Tutte le manifestazioni erano risultate coerenti con i requisiti richiesti dal bando e sarà attribuito un carattere preferenziale a quella che prevede l'acquisto completo.
"Come rsu ci impegniamo a seguire la questione legata alla vendita e stiamo cercando in tutti i modi di coinvolgere la politica a darci supporto - spiega Alessandro Bonorino, Filctem Cgil -
Possiamo sensibilizzare il Ministero a ponderare la vendita che deve avere uno slancio per il futuro di un gruppo solido e per riportare Sanac ai lustri del passato. Continuiamo ad essere contrari allo spacchettamento perché farebbe sparire un gruppo importante. È un momento delicato e abbiamo il dovere di seguirlo per i lavoratori che da 12 anni stanno subendo questa situazione".
Nell'ultimo incontro nella sede dell'Unione Industriali di Savona tra l'rsu aziendale e l'assessore regionale Paolo Ripamonti quest'ultimo si è preso l'impegno di chiedere un ordine del giorno il 3 febbraio per discutere della vertenza Sanac.
Attualmente nello stabilimento vadese sono presenti 50 lavoratori con la cassa integrazione che si è azzerata perché sono presenti una copertura di ordini fino a febbraio-marzo.
LA CRONISTORIA
Lo scorso settembre per la settima volta gli stabilimenti sono stati messi in vendita.
A maggio non era stata accettata l'offerta vincolata da parte dell'azienda italo-canadese The Grossi Group ed era stato così interrotto il dialogo mandando nuovamente in apprensione i lavoratori che da anni attendono risposte sul loro futuro.
I commissari straordinari Alessandro Danovi, Daniela Savi e Francesco Di Ciommo avevano pubblicato il 24 settembre l'invito a manifestare interesse all’acquisto dei complessi aziendali della società leader nel settore dell’estrazione, produzione e commercializzazione di materiali refrattari.
La procedura si era articolata nell'analisi delle manifestazioni d’interesse e selezione delle controparti da ammettere alle successive fasi della procedura, considerando che i Commissari Straordinari si riservano espressamente la facoltà, previo ottenimento di apposita autorizzazione da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di ammettere alle successive fasi della procedura e/o a formulare offerte vincolanti anche soggetti che non abbiano inizialmente manifestato interesse (o, comunque, non abbiano presentato la propria manifestazione di interesse nei termini previsti dall'invito); ammissione dei soggetti selezionati alla fase di due diligence, previa sottoscrizione dei necessari accordi di riservatezza; invio ai soggetti che siano stati ammessi alla fase di due diligence di una lettera di procedura che regolamenterà la durata della fase di due diligence; i termini e le modalità per la presentazione di offerte d’acquisto vincolanti; le modalità per l’espletamento di una o più fasi di rilancio cui potranno essere invitati tutti o parte degli offerenti; l'aggiudicazione della procedura sulla base della migliore offerta vincolante ricevuta e sottoscrizione della documentazione contrattuale di vendita.
Per cinque volte i bandi di gara erano andati deserti e nel maggio 2024 gli amministratori straordinari, avevano pubblicato la manifestazione d'interesse, per provare nuovamente a vendere la società attiva nel settore dell'estrazione, la produzione e commercializzazione di materie prime e materiali refrattari.
I Commissari quindi avevano proceduto ad nuova preliminare valutazione dei soggetti allo stato interessati all’acquisto dei complessi aziendali di Sanac e avevano invitato chiunque fosse stato interessato all’acquisto dei complessi aziendali che fanno capo alla società a presentarsi.
Nel gennaio 2025 era stata aperta la busta contenente l'offerta di The Grossi Group con la conclusione precedente della fase di due diligence. Si era ritirata dalla corsa invece l'azienda Ettore 1910. L'offerta però della società italo-canadese non era stata ritenuta congrua dai commissari in quanto Il numero degli occupati previsto nel piano industriale non sarebbe stato garantito, il prezzo dell'offerta non sarebbe stato ritenuto adeguato e non sarebbero stati garantiti nel prosieguo gli investimenti.














