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Politica | 05 febbraio 2026, 08:46

Dopo l’addio di Vannacci al Carroccio, i leghisti del Savonese minimizzano: "Qui la Lega ha radici solide"

Nonostante le preferenze alle Europee, l’uscita del generale dal Carroccio non preoccupa i leghisti locali. Nel Savonese aveva raccolto quasi 4mila voti, ma per il territorio pesa più la tenuta del partito che il consenso personale

Dopo l’addio di Vannacci al Carroccio, i leghisti del Savonese minimizzano: "Qui la Lega ha radici solide"

Il segretario federale della Lega lo ha definito “traditore”, per buona parte dei leghisti è “il disertore”, la l’uscita del generale Vannacci dal Carroccio non sembra preoccupare i politici leghisti del territorio, anche se – vuoi per l’effetto novità, vuoi per vuoi per la capacità di intercettare un elettorato in cerca di una rappresentanza più radicale a destra  – il generale alle Europee era stato quello che aveva raccolto più voti.

Il 9 giugno 2024, in Liguria, Vannacci, candidato nella Lega come indipendente, aveva ottenuto 18.977 voti e in provincia di Savona 3.983, ben più del secondo più votato, e storico leghista, Francesco Bruzzone (8.848 in Liguria e 2.973 nel Savonese).

Va detto che per Vannacci aveva fatto molto l’effetto novità. Il suo modo di porsi e un’idea di Lega in cui non si riconoscevano avevano fatto sì che leghisti “della prima ora” si allontanassero dal Carroccio, ma aveva anche conquistato qualcuno di loro e soprattutto aveva portato nuovi voti: sicuramente quelli di persone che guardavano più a destra e cercavano una propria collocazione, "urlando" temi come la reimmigrazione, la “guerra” a Bruxelles e politiche fortemente xenofobe e omofobe. Un elettorato che Vannacci probabilmente porterà con sé.

“Non preoccupa l’uscita di Vannacci dalla Lega – dichiara Foscolo, consigliere regionale –. Per come ho vissuto e vivo la Lega, è un partito diverso dal suo modo di vedere. Ha portato voti che non erano della Lega e credo che con la sua uscita torneranno persone che non avevano capito l’ingresso di Vannacci”. Ingresso che però era stato fortemente caldeggiato da Salvini.

“Sono in Lega dal 1990 – dice Francesco Bruzzone, eurodeputato del Carroccio– e ne ho visti tanti entrare e uscire. La Lega ha una forte spina dorsale e non ci saranno problemi di nessun tipo, perché è l’unico partito del territorio”. Insomma, per i leghisti del Savonese pesa più la tenuta del partito che il consenso personale.

Con l’uscita dalla Lega (aveva poi preso la tessera), Vannacci ha fondato il suo Futuro Nazionale, che si vorrebbe porre alla destra di Fratelli d’Italia e della Lega. Ma da tempo il generale raccoglie accoliti tramite il suo movimento “Il Mondo al Contrario”, che in Liguria ha circoli (Team) dai nomi nostalgici. Ad Albenga (l’unico nel Savonese), con il nome più pacato, c’è il Team Primar. Più numerosi i “Team” nel Ponente ligure: il “Milite Ignoto” nel Comune di Imperia, il “Regina Margherita” nel Comune di Bordighera, “X Ultima Legio” nel Comune di Ventimiglia e “Giuseppe Garibaldi” nel Comune di Sanremo. Nel Levante ci sono il “Team Balilla” a Genova e “Eleonora Duse – La Divina” a Rapallo.

In base a una recente rilevazione di YouTrend fatta per Sky TG24, la lista di Vannacci, se si dovesse votare oggi, sarebbe al 4,2%. Ma toglierebbe più voti a Fratelli d’Italia che alla Lega, raccogliendo anche consensi tra indecisi e astenuti che guardano alla destra più radicale.

Elena Romanato

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