“La Regione Liguria avrebbe espresso un assenso preliminare all’apertura della facoltà privata di medicina, odontoiatria e fisioterapia di un ateneo privato nel territorio savonese. Tra le sedi ipotizzate il Campus di Legino, l’ospedale San Paolo di Savona e l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure".
A dirlo Laura Bertolino, Marco Brescia (co-portavoce provinciali di Europa Verde) e Luigi Lanza (segretario provinciale di Sinistra Italiana).
"Un mercato estremamente appetibile, anche alla luce della carenza di medici e professionisti sanitari e del caos generato dal fallimentare sistema del “filtro” al primo anno senza test d’ingresso per Medicina e Chirurgia - continuano Bertolino, Brescia e Lanza - Gli amministratori locali sono stati nuovamente esclusi da ogni decisione come già avvenuto con la riforma della sanità regionale. È grave che la Regione abdichi al proprio ruolo di promotore del sistema universitario pubblico, incentivando invece il privato anche nei settori della medicina e delle professioni sanitarie. Questa scelta rappresenterebbe un paradosso, contraddicendo gli impegni presi e affermerebbe un principio pericoloso: che sanità e formazione non siano diritti universali ma solo opportunità di mercato".
"Tutto ciò accade mentre sui quotidiani leggiamo di inchieste della magistratura per truffa erariale tramite falsi progetti di ricerca, del caso dei cosiddetti “falsi esami a pagamento” e di ingenti finanziamenti e donazioni, pur legittime e rendicontate, a partiti come la Lega Nord - continuano gli esponenti di Europa Verde e Sinistra Italiana - L’affidamento della formazione medica e sanitaria a un soggetto privato coinvolto in vicende controverse solleva molti interrogativi ma la sanità pubblica e l’università non possono permettersi zone d’ombra. Nel frattempo abbiamo assistito alla recente decisione dell’Università di Genova di chiudere il polo di fisioterapia presso l'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, un’eccellenza nel panorama formativo nazionale con una storia di quarant’anni, un corso che ha formato generazioni di professionisti, causando una perdita gravissima per la sanità ligure, per il territorio savonese e per l’intero sistema universitario pubblico".
"Dopo le interrogazioni del consigliere regionale Jan Casella (AVS) e le iniziative assunte da diverse amministrazioni comunali – tra cui Savona, Pietra Ligure e Finale Ligure, in favore della sua riapertura – la Regione aveva assicurato l’impegno ad attivarsi anche attraverso accordi con altri atenei di altre regioni. Promessa dimenticata o peggio tradita, se oggi si apre alla possibilità di un corso privato proprio nello stesso plesso ospedaliero dove è stato smantellato quello pubblico - concludono Bertolino, Brescia e Lanza - Come AVS, abbiamo sostenuto e promosso la petizione lanciata dagli studenti di Fisioterapia per salvare il corso perché crediamo che la Liguria abbia bisogno di una medicina e di un’università pubblica più forti e di vere sinergie con i presidi ospedalieri, mentre l'amministrazione regionale abdica al proprio ruolo affidando ai privati la formazione dei medici e dei professionisti sanitari di domani".














