/ Cronaca

Cronaca | 10 marzo 2026, 15:55

Guerra in Medio Oriente, l'odissea dei varazzini Enrico e Enza bloccati in Oman

Titolari del bistrot "de Vaze", lui ha avuto un infarto due giorni dopo essere arrivati in vacanza, nel frattempo lo scoppio del conflitto

Guerra in Medio Oriente, l'odissea dei varazzini Enrico e Enza bloccati in Oman

Lo scoppio del conflitto tra l'Iran e gli Usa/Israele e la conseguente cancellazione dei voli, ha costretto una coppia di Varazze a rimanere bloccati  in Oman.

Enrico Nani e la moglie Enza Gargiulo, titolari del ristorante bistrot "de Vaze" erano in vacanza nel paese del Medio Oriente a due passi da Dubai quando è iniziata la guerra. Nel mezzo come se non bastasse, il 18 febbraio, prima della partenza Nani si era procurato un infortunio ad una gamba riuscendo comunque, dopo il via libera dei medici, a viaggiare e camminare con un tutore e le stampelle.

Arrivati però in Oman a Muscat, il secondo giorno ha avuto un forte dolore al petto mentre si dirigevano verso il deserto e portato in ospedale gli è stato diagnosticato un infarto. 

"E' stato un po' difficile comunicare perché non parliamo benissimo l'inglese e alcuni di loro non lo capiscono altrettanto bene. La paura di perdere Enrico è stata questa volta più alta di quello che gli è successo precedentemente, in una terra straniera, lontana, con tutte le casistiche del caso - ha detto Enza Gargiulo nei loro racconti quotidiani della loro avventura-dis-avventura - Sono venuti a prenderlo con l'ambulanza, gli hanno fatto gli esami sul posto, lo hanno trasportato in ospedale dove non lo hanno mai lasciato da solo neanche un secondo.  Sono stati molto disponibili. E' stato poi trasferito in un ospedale a Nitzwa dove è stato operato".

"Mi hanno fatto l'angioplastica con uno stent all'aorta. Come se non bastasse l'Iran ha deciso di bombardare Abu Dhabi, Dubai, Kuwait e una nave in porto in Oman. Ora le frontiere sono chiuse e gli aerei sono sospesi" ha spiegato nei giorni scorsi Enrico Nani che per via dell'operazione fino al 15 marzo non potrà viaggiare. Considerando che anche i prezzi degli alberghi sono schizzati alle stelle, conseguenza proprio della guerra e gli spostamenti delle persone da altri stati per poter prendere gli aerei (e anche per volare le spese sono aumentate considerevolmente, a 600 euro a persona) dall'Oman.

Domenica scorsa poi sono stati ricevuti all’Ambasciata italiana.

"Siamo stati accolti e seguiti con estrema gentilezza, ci stanno aiutando a risolvere alcune beghe e in collaborazione con l'assicurazione, organizzeranno il nostro rientro, confermo, qualora fosse utile, che i biglietti attualmente costano 600 euro a tratta e per ora è il miglior prezzo che sono riusciti ad ottenere, qualora vi servisse prolungare il visto, potrete farlo in polizia, pagando 20 Omr a testa, portate i contanti perché non si può pagare con carta, se vi servisse parlare con l’ambasciata, inviate una mail e sarete ricontattati. Sono invasi da telefonate e richieste ma sempre disponibili e risolutivi" ha spiegato Enza Gargiulo con un post sui social.

Giovedì prossimo Enrico Nani potrà effettuare la visita e se il cardiologo darà il parere positivo potranno attendere il volo per tornare in Italia.

Luciano Parodi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium