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Eventi | 13 aprile 2026, 11:00

Loano, all'istituto Falcone la conferenza “Liberi di scegliere, non di dipendere”

L'appuntamento è fissato per il 21 aprile con inizio alle ore 9.30

Loano, all'istituto Falcone la conferenza “Liberi di scegliere, non di dipendere”

Si terrà lunedì 21 aprile alle 9.30, presso la sala conferenze dell'istituto Falcone di Loano, la conferenza dedicata alla prevenzione delle dipendenze dal titolo “Liberi di scegliere, non di dipendere”.

L'iniziativa è promossa dal Comune di Loano, in collaborazione con l'istituto Falcone, la Polizia di Stato e l'Asl2 Savonese, con l'obiettivo di sensibilizzare i giovani sui rischi legati all'uso di sostanze stupefacenti e alcool. All'incontro parteciperanno le classi 1E, 2B, 3B Grafica e 2D Afm. 

Dopo i saluti istituzionali, interverrà il dirigente scolastico Mosè Laurenzano. Seguirà l'intervento del questore Giuseppe Mariani, che affronterà il tema della legislazione sugli stupefacenti. Per l'Asl2 interverrà la psicologa Rachele Donini, che approfondirà l'importanza di una prevenzione basata su evidenze scientifiche. Spazio anche al contributo del formatore dell'autoscuola Mondial, Piero Salvi, con un focus su come alcol e droghe influenzano la guida.

Nel corso della mattinata sarà inoltre presentato il braccialetto legato al progetto “Check your Drink”, illustrato da Luca Zaramella, finalizzato a prevenire la manomissione delle bevande con sostanze nocive. 

A moderare l'incontro sarà la dottoressa Monica Caccia, psicologo forense.

Spiegano il sindaco di Loano Luca Lettieri e l'assessore alle politiche giovanili Manuela Zunino: “Questa conferenza si inserisce in un più ampio percorso educativo che la nostra amministrazione, in collaborazione con istituto Falcone, Polizia di Stato e Asl2, porta avanti da tempo. Un percorso volto a fornire ai ragazzi strumenti concreti per la tutela personale e a promuovere tra i cittadini più giovani una maggiore consapevolezza e responsabilità nelle scelte quotidiane, con particolare attenzione ai comportamenti a rischio legati alle dipendenze. Ringraziamo l'istituto Falcone, la Questura di Savona e l'Asl2 Savonese per il supporto e la collaborazione nell'organizzazione di questa conferenza”.

Spiega Monica Caccia: “E' fondamentale parlare di prevenzione e di sicurezza anche nei luoghi di divertimento che frequentano i giovani, come i locali notturni. Perciò, durante questa conferenza si parlerà anche di uno strumento di semplice utilizzo, un braccialetto che potrà fare la differenza e metterci al riparo da possibili rischi di violenza. Ogni locale, come ad esempio le discoteche, potranno acquisirlo e personalizzarlo”.

Il dirigente scolastico Mosè Laurenzano: “La prevenzione delle dipendenze non può essere affrontata solo come un tema sanitario o normativo: è prima di tutto una questione educativa, culturale e profondamente umana. I nostri ragazzi crescono in un tempo complesso, attraversato da fragilità nuove e spesso silenziose: solitudini che non si vedono, insicurezze che non si dichiarano, bisogni di riconoscimento che cercano risposte immediate. In questo contesto, il rischio non è solo l'incontro con la sostanza, ma la ricerca di una scorciatoia per colmare un vuoto. La scuola ha il dovere di esserci prima, non dopo. Di offrire strumenti di consapevolezza, capacità critica, ma soprattutto relazioni significative. Perché è nella qualità delle relazioni che si costruisce la libertà autentica: quella di scegliere, non di dipendere. Iniziative come questa rappresentano un esempio concreto di comunità educante: istituzioni, scuola, sanità, forze dell'ordine e territorio che si incontrano non per trasmettere paura, ma per generare conoscenza, responsabilità e fiducia. Educare alla prevenzione significa educare alla libertà. E la libertà, per essere reale, ha bisogno di adulti presenti, credibili e capaci di ascolto”.

La psicologa Rachele Donini: “Il tema della conferenza vuole richiamare l'attenzione sul ruolo che i fattori ambientali (e non solo le caratteristiche personali) rivestono nell'iniziazione all'uso di sostanze psicoattive da parte della popolazione in fase adolescenziale. Troppo spesso si mette l'accento sulla responsabilità individuale 'bevi responsabilmente, gioca responsabilmente...' ignorando i meccanismi psicofisici e di sviluppo cerebrale che contraddistinguono l'età adolescenziale. Verrà spiegato come affermazioni come quelle sopra richiamate, in realtà non promuovono una vera libertà di scelta, bensì siano veicoli e messaggi delle diverse industrie commerciali (del tabacco, degli alcolici, del gioco d'azzardo) il cui scopo è la vendita e il consumo dei loro prodotti. Quello che sembra un invito alla libertà di scelta nasconde un messaggio di consumo e non certo di prevenzione”.

“I temi di cui trattiamo vanno collocati in un quadro più ampio, quello della salute pubblica. Non sono solo i singoli soggetti, in questo caso gli adolescenti ad avere la responsabilità ed il diritto di compiere una scelta, sono anche le istituzioni che li circondano, a partire dalle famiglie, passando dalla scuola per arrivare ai servizi socio-sanitari e più in generale agli enti governativi a diverso titolo coinvolti (MIM, Ministero della Salute, Ministero dell'interno solo per citarne alcuni) chiamati a garantire che le scelte siano davvero libere e non condizionate a priori da interessi non orientati ad uno sviluppo sano ed armonico. Si citeranno alcuni esempi al riguardo e si forniranno i dati epidemiologici relativi ai consumi. Si metteranno infine in evidenza le caratteristiche di una prevenzione efficace, richiamando la letteratura internazionale e gli studi scientifici più accreditati, al fine di permettere agli insegnanti e agli adulti di implementare progetti di prevenzione efficaci e ridurre l'esposizione degli adolescenti ai consumi di sostanze”. 

Durante l'incontro verrà presentato il progetto “Check your Drink”, a cui è legato un braccialetto in grado di rilevare la “droga dello stupro”. Luca Zaramella spiega questa nuova frontiera nella sicurezza personale: “In un contesto sociale in cui la sicurezza personale rappresenta una priorità sempre più urgente, questa soluzione tecnologica innovativa è destinata a segnare un cambio di paradigma nella prevenzione. Il braccialetto è un rilevatore di GHB, sostanza tristemente nota come 'droga dello stupro'. Il dispositivo nasce con l'obiettivo di offrire uno strumento concreto, discreto e di immediato utilizzo, capace di rilevare rapidamente la possibile presenza di GHB nelle bevande. Una tecnologia accessibile, pensata per uomini e donne, progettata per integrarsi nella quotidianità senza comprometterne la semplicità d'uso”.

Durante l'evento di presentazione verranno approfonditi, il funzionamento tecnologico del dispositivo, le modalità di utilizzo pratico, gli scenari di applicazione nei contesti sociali e di intrattenimento. 

Redazione

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