Un manifesto promette dieci pulcini vivi in regalo per ogni sacco di mangime da 25 chili acquistato, in occasione di un evento in programma ad Albissola Marina. Il Partito Animalista Italiano e l'Osservatorio Savonese Animalista insorgono e chiedono agli enti competenti di verificare la conformità dell'iniziativa alle norme sul benessere animale.
È polemica intorno all’iniziativa che si svolgerà nella sede di un’attività agricola albissolese. Sul manifesto pubblicitario che annuncia l'evento campeggia una promessa precisa: dieci pulcini vivi in regalo per ogni sacco di mangime da 25 chili acquistato. È proprio questa offerta a far scattare le critiche del Partito Animalista Italiano (PAI) e dell'Osservatorio Savonese Animalista (OSA). “I pulcini non sono gadget, premi o omaggi commerciali - attaccano PAI e OSA - Sono esseri viventi che richiedono cure, attenzioni, spazi adeguati e competenze specifiche". Il timore è che possano finire nelle mani di persone impreparate a gestirli, secondo una dinamica già vista in passato con i pesci rossi distribuiti come premi nelle fiere.
L'evento, nella comunicazione ufficiale, viene presentato come un'occasione divulgativa e di vendita: l'invito è a venire a conoscere i pulcini, a scoprire come si allevano, a ricevere consigli utili per la loro cura e ad acquistare il necessario, dai mangimi alle lampade riscaldanti, fino alle lettiere. Ma il legame tra l'acquisto del mangime e la cessione gratuita degli animali solleva le perplessità delle associazioni.
Da qui una serie di domande da parte di PAI e OSA: “Che cosa ne sarà degli animali ceduti? Verranno affidati a bambini come fossero giocattoli? Saranno rinchiusi in spazi inadeguati, privi delle corrette condizioni di allevamento? Oppure verranno mantenuti soltanto fino a raggiungere un peso utile per il consumo alimentare? Sono interrogativi legittimi che meritano una riflessione seria". Per OSA e PAI, “regalare animali vivi come strumento di marketing è una pratica discutibile e anacronistica, che rischia di trasmettere un messaggio profondamente sbagliato: quello secondo cui una vita possa essere associata a una promozione commerciale”.
Le due associazioni auspicano che gli enti competenti, ciascuno per le proprie attribuzioni, “valutino attentamente l'iniziativa e la sua conformità alle norme sul benessere animale”.
Ma il problema, avvertono PAI e OSA, va oltre il singolo episodio: “Anche il destino di molti pulcini allevati nell'industria avicola solleva da anni interrogativi etici di peso - affermano - Nelle filiere dedicate alla produzione di uova, i pulcini maschi vengono spesso eliminati in modi atroci perché considerati non produttivi. In quelle destinate alla carne, milioni di animali vengono allevati in condizioni che numerose associazioni e studiosi giudicano incompatibili con un adeguato rispetto del benessere animale”.














