“Se ciò che sostiene Vaccarezza fosse vero, il Tar avrebbe sicuramente almeno concesso la sospensiva. Ma così non è stato”. Parte da qui la replica del sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, alle dichiarazioni del consigliere regionale di Forza Italia, Angelo Vaccarezza, sulla vicenda degli otto stabilimenti balneari chiamati a liberare le aree demaniali prima dell’apertura delle buste per l’assegnazione temporanea delle concessioni.
Al centro del confronto resta il destino di otto concessioni che non avevano firmato le suppletive proposte dal Comune per accompagnare la stagione 2026. Proprio da una recentissima espressione del Tar Liguria, in merito alla richiesta da parte degli ex concessionari di annullamento dell’ordinanza sindacale del 5 marzo con la quale veniva richiesto ai precedenti concessionari di liberare gli spazi in novanta giorni, prende spunto il primo cittadino per replicare al consigliere regionale. Secondo il sindaco, proprio il contenuto del provvedimento amministrativo smentirebbe la ricostruzione politica avanzata dalla controparte.
Nel decreto, infatti, il presidente del Tar evidenzia come la stessa parte ricorrente abbia dichiarato di essere attualmente priva di un valido titolo concessorio che legittimi l'occupazione dell'area demaniale. “Nel decreto viene richiamato un punto molto chiaro: sono gli stessi ricorrenti ad affermare di non avere, al momento, un valido titolo per permanere nell’area demaniale. E se non hai un titolo, sei tenuto a sgomberare”, sottolinea Fiorini.
Il Tar, inoltre, nel rigettare la richiesta di tutela urgente, ha rilevato l'assenza dei presupposti per un intervento cautelare immediato, fissando la discussione collegiale della vicenda alla camera di consiglio del prossimo 6 luglio. Un passaggio che, secondo il primo cittadino, conferma come non vi sia stato alcun riconoscimento delle ragioni sostenute dagli ex concessionari. “Se davvero ci fosse stata quella situazione di illegittimità che viene raccontata oggi - osserva il sindaco -, il tribunale avrebbe quantomeno ritenuto necessario sospendere gli effetti degli atti impugnati in via d'urgenza. Invece questo non è accaduto”.
Secondo Fiorini, dunque, l’ordine di liberare le aree non rappresenta una scelta discrezionale o una forzatura politica, ma la naturale conseguenza della situazione creatasi. “Questo sgombero avrebbero potuto e dovuto iniziarlo da marzo, senza ridursi agli ultimi giorni perché qualcuno aveva fatto intendere loro che forse le cose sarebbero andate diversamente. Evidentemente, però, era stata fatta intendere una cosa non vera - osserva - Essere arrivati a questo punto, compreso lo sgombero, è una scelta totalmente loro. Gli altri 33 stabilimenti balneari di Spotorno sono regolarmente aperti da almeno un mese e mezzo e stanno lavorando. Questi otto ex concessionari si sono infilati in questo vicolo cieco nonostante fossero state date loro le stesse e identiche possibilità degli altri”.
Per il primo cittadino, la scelta delle concessioni suppletive era finalizzata a garantire una gestione del litorale fino alle nuove concessioni imposte dal 2027, proprio per evitare situazioni simili: “Abbiamo teso loro la mano più volte - prosegue Fiorini - Lo abbiamo fatto per consentire una gestione lineare della stagione e per evitare proprio situazioni come questa. Ma ogni volta si è arrivati allo scontro”.
Non manca un passaggio politico rivolto direttamente a Vaccarezza, con il ragionamento che si allarga al tema delle concessioni balneari e alle aspettative alimentate negli anni attorno alle proroghe. “Se si continua a dare retta a chi usa il megafono e dice qualunque cosa pur di far contenti gli operatori, come purtroppo è stato fatto da vent’anni dai tutti i governi che si sono susseguiti, si finisce esattamente a questo punto. Il Comune ha seguito una strada chiara, uguale per tutti e necessaria per amministrare correttamente il demanio. - afferma il sindaco - Tutte le sparate del consigliere Vaccarezza sono rimbalzate contro quello che gli stessi ex concessionari hanno scritto nel loro ricorso e contro quanto emerge dal decreto del Tar”, . “Non è urlando più forte che si ottiene più ragione”.














