Sta per esaurirsi, a Spotorno, il conto alla rovescia verso il termine fissato a domani, 12 giugno, per gli otto ex concessionari degli stabilimenti balneari chiamati a liberare entro tale data le aree demaniali relative alle concessioni non più prorogate. Si tratta dei Bagni Kontiki, Premuda, Le Ville, Santa Maria, Palace, Tamurè, La Torre e L’Ancora, ossia gli stabilimenti che non avevano aderito alle cosiddette concessioni “suppletive”, valide dalla precedente scadenza fino alla fine dell’anno in corso.
Solo dopo lo sgombero completo delle aree, secondo l’iter indicato dal Comune con l’ordinanza emessa lo scorso gennaio, sarà possibile procedere con l’apertura delle buste e con la successiva assegnazione delle nuove concessioni, dove sarebbero nove le domande pervenute per otto lotti, destinate a valere fino al prossimo 10 ottobre.
Una procedura che ha sollevato perplessità e critiche, soprattutto per i tempi stretti e per l’obbligo di rimuovere le strutture prima dell’esito definitivo del bando. A contestare duramente l’impostazione seguita dall’Amministrazione comunale è il consigliere regionale di Forza Italia Angelo Vaccarezza, che torna all’attacco del sindaco Fiorini parlando apertamente di “abuso di potere”.
Secondo Vaccarezza, il caso spotornese rappresenterebbe un’applicazione particolarmente rigida della normativa, diversa da quella adottata in altri Comuni del territorio. “Non è vero che durante il bando le spiagge debbano essere completamente demolite - sostiene il consigliere regionale -. Non è successo da nessuna parte, né a Pietra Ligure né a Borghetto. I bandi sono andati avanti e, naturalmente, se uno perde il bando deve poi portare via tutto”. Il consigliere regionale richiama anche quanto avvenuto nei Comuni limitrofi di Bergeggi e Noli, dove, a suo dire, sarebbe stata seguita una linea diversa, consentendo agli operatori di proseguire l’attività per la stagione in corso in attesa dei bandi.
Il punto contestato riguarda in particolare la fase intermedia tra la scadenza per la presentazione delle offerte e l’apertura delle buste. Una scelta che, a suo giudizio, rischia di trasformarsi in un danno concreto per gli operatori, costretti a smontare le strutture con la possibilità di doverle rimontare poco dopo in caso di aggiudicazione. “Il fatto che la gara finisse il 4, che dal 5 le buste potessero essere aperte, che in otto concessioni ci siano otto domande riconducibili agli attuali concessionari e che, tra la chiusura del bando e l’apertura delle buste, venga imposto loro di demolire tutto entro il 12, salvo poi eventualmente rimontare dal mattino dopo, dimostra che questa applicazione della legge è solo una cattiveria alla quale non si era obbligati”, attacca Vaccarezza.
Da qui l’accusa politica rivolta all’Amministrazione spotornese: avere scelto una lettura della norma più penalizzante rispetto ad altre soluzioni ritenute possibili, contestando inoltre la gestione delle cosiddette concessioni suppletive, sostenendo che a Spotorno alcuni concessionari abbiano ottenuto la possibilità di lavorare quest’anno mentre altri no, in base all’adesione o meno allo schema proposto dal Comune. “Certo, la legge si può anche interpretare così - conclude - ma si applica quando si vuole danneggiare qualcuno e si interpreta quando si vuole aiutare qualcun altro”.
La discussione politica resta quindi aperta decisamente a poche ore dalla scadenza fissata per lo sgombero e la successiva apertura delle buste. Sullo sfondo, oltre alla procedura di assegnazione delle concessioni, c’è il nodo dei tempi: quello amministrativo del bando e quello, molto più concreto, dell’avvio della stagione balneare.














