Dopo mesi di trattative e mediazioni, si è chiuso con un nulla di fatto il lungo confronto tra l’Asl2 Savonese e la società D.P. s.r.l.s., che gestisce i punti di ristoro aziendali degli ospedali dell'Azienda sanitaria.
L’Azienda sociosanitaria ha deliberato la chiusura formale della negoziazione assistita con la società: dopo un lungo e complesso iter di mediazione avviato per regolare i canoni non versati dal 2020, l'Asl 2 ha preso atto dell’impossibilità di giungere a un accordo a causa dei continui cambiamenti di proposta da parte della società.
La vicenda ha origine dalla volontà dell’Azienda sanitaria di recuperare gli importi dovuti per la gestione dei servizi di ristoro (dal 2020 al 2024), affidandosi anche al supporto legale dello studio Gerbi-Massa. Dopo vari tentativi di mediazione, l’ultima proposta formalizzata da D.P. s.r.l.s. nella seduta del 16 luglio scorso ha suscitato perplessità nella Direzione: nonostante un aumento complessivo dell'importo offerto rispetto alla proposta precedente, i termini di pagamento risultavano peggiorativi e considerati inaccettabili.
Il confronto era iniziato con il coinvolgimento dello studio legale Gerbi–Massa, incaricato di supportare l’amministrazione e seguire il procedimento. Dopo un primo scambio di proposte, D.P. s.r.l.s. aveva avanzato una proposta transattiva per chiudere il contenzioso: un pagamento unico di 614.754 euro (più Iva) – poco più di 750.000 euro in totale – relativo al periodo 2020-2024. L’Asl2 aveva ritenuto la somma troppo bassa rispetto agli importi dovuti.
La trattativa era quindi proseguita, ed era arrivata una nuova proposta, per 915.000 euro totali in tre tranche (Iva inclusa). La direzione dell’Asl aveva espresso un parere positivo e autorizzato l’avvocato incaricato a procedere con la formalizzazione dell’accordo.
Nella successiva udienza di mediazione del 16 luglio, la società ha infatti modificato nuovamente la proposta; il nuovo piano avrebbe portato il totale a 950.000 euro Iva inclusa, (con una prima tranche di 650.000 euro entro 10 giorni) ma la somma che l’Asl2 avrebbe incassato entro agosto si sarebbe ridotta di 150.000 euro rispetto alla proposta precedente.
Questo nuovo cambio di rotta ha portato la direzione sanitaria a giudicare negativamente il comportamento della società, accusata di tenere una condotta dilatoria. “Ogni volta che abbiamo manifestato disponibilità ad accettare una proposta, la società l’ha modificata" si legge nella delibera dell'Asl2. Da qui la decisione di chiudere formalmente il procedimento di mediazione e di conferire un nuovo incarico all’avvocato Francesco Massa per sottoscrivere il verbale del fallimento della trattativa.














