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Attualità | 18 giugno 2026, 10:00

Profondo rosso: lo spettacolo dei papaveri, tra arte, leggenda e poesia

La bellezza selvatica di questo fiore che accende il paesaggio di magia. Curiosità da sapere

Profondo rosso: lo spettacolo dei papaveri, tra arte, leggenda e poesia

Un mare rosso, quasi sanguineo. Non c’è di mezzo nessun set cinematografico di Dario Argento. Solo fiori, fiori e ancora fiori. Nello specifico migliaia di papaveri svolazzanti che, con i loro petali delicati, ondeggiano al vento nelle campagne del Roero. Ecco, proprio lì, sembra di trovarsi dentro un quadro di Monet. Pura poesia.

Custodito gelosamente al Musée d’Orsay di Parigi, il dipinto del pittore francese ci restituisce uno dei più bei capolavori di sempre, quello che vede protagonista una distesa di papaveri rossi baciati dal sole.

Non stupisce, quindi, che lo spettacolo incredibile messo in scena dalla natura tra i mesi di maggio e giugno, richiami l’attenzione di cittadini e viaggiatori intenti a scattare fotografie a manetta. Bellissime, artistiche, naturali, con filtri di ogni genere, arricchendole di particolari e storie di vita.

Cantata dai musicisti e dai poeti, raffigurata da pittori e disegnatori, la bellezza selvatica del papavero è qualcosa che colpisce sempre. Perché questa pianta erbacea, che cresce spontaneamente nei campi e sui bordi di strade e ferrovie, è simbolo del sonno e dell’oblio, ma anche della passione profonda, evocata da quel rosso fiammeggiante.

«Attraverso i papaveri danzanti, alla mia anima arrivava una brezza che con tocco soave la cullava», scriveva il poeta John Keats. E quando il grano sarà maturo, con la sua spiga dorata, la magia sarà doppia.

Simbologia del papavero

Colorato e profumato, nel linguaggio dei fiori il papavero è collegato simbolicamente solo a cose positive: serenità, successo e fortuna. Ha pure un significato storico simbolico importante. In Inghilterra il “Poppy Day” o “Remembrance day” è il giorno in cui i Paesi appartenenti al Commonwealth commemorano i caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Avrete certamente notato durante le celebrazioni che si tengono ogni 11 novembre, una spilla a forma di papavero indossata dai membri della famiglia reale.

Anche in un’altra zona del mondo questo fiore è legato al culto dei soldati caduti. Si narra che il condottiero mongolo Gengis Khan dopo ogni sua vittoria spargesse sui campi di battaglia migliaia di semi di papavero in onore degli uomini caduti valorosamente. Quei terreni di morte sarebbero infatti diventati distese di fiori rossi sognanti.

Leggenda dei papaveri

Forse non tutti sanno che la fioritura dei papaveri è legata a un’antica leggenda. Si narra, infatti, che un giorno di giugno Proserpina (la bellissima figlia di Giove e Demetra, dea della Terra) sia stata rapita da Plutone mentre era intenta a raccogliere fiori. Il dio degli inferi costrinse così Proserpina a diventare sua moglie. Quando Demetra venne a sapere che la figlia sarebbe stata costretta a vivere per sempre nel mondo sotterraneo corse a chiedere aiuto a Giove, che anziché darle il suo appoggio cercò di convincerla che la figlia era stata fortunata e che sarebbe diventata regina.

Demetra non si consolò affatto, e il suo dolore la portò a non occuparsi più della Terra. Quando Giove vide le prime creature morire, accettò di parlare con Plutone, e riuscì a convincerlo a lasciar tornare indietro Proserpina almeno sei mesi all’anno. Il suo ritorno sarebbe oggi scandito proprio dalla fioritura dei papaveri, che con il loro colore rosso ricordano alla dea la passione dello sposo che la attende negli Inferi.

Le fioriture più belle d’Italia

Quello roerino non è l’unico show da ammirare. La bellezza selvatica del papavero ci affascina ovunque. E quando fiorisce, da Nord a Sud dello stivale, l’Italia si accende di magia.

La fioritura a Pompei

Pompei, all’ombra del Vesuvio, è famosa per i suoi scavi, ma non solo. Tra maggio e giugno, il sito archeologico si tinge di rosso, un’emozione che riempie il cuore di gioia e lo smartphone di scatti super instagrammabili.

La fioritura di Castelluccio di Norcia

La meravigliosa fioritura di Castelluccio di Norcia è uno degli appuntamenti più conosciuti e attesi di tutto l’anno. Nella zona del Pian Grande, a pochi chilometri dal centro storico di Norcia, proprio alle pendici del Monte Vettore, in occasione dell’arrivo dell’estate i prati lussureggianti si colorano di rosso. Ma i papaveri, in questo spettacolo, non sono gli unici. Insieme a loro, infatti, ci sono anche le corolle gialle e delicate della senape selvatica che ondeggiano con il vento insieme. Ed è magia.

La fioritura del Rosolaccio in Abruzzo

Nell’area compresa tra i centri di Capestrano e Capodacqua, in provincia dell’Aquila, con l’arrivo dell’estate è possibile assistere a una delle fioriture più massive di papavero comune, conosciuto anche come rosolaccio. Il rosso acceso e inconfondibile dei fiori diventa il protagonista assoluto dell’intero territorio abruzzese.

Papavero delle Alpi Giulie

In estate inoltrata fiorisce, invece, il papavero delle Alpi Giulie, una specie endemica che fiorisce solo ad alta quota e che è caratterizzata da petali bianchi. È possibile osservare la sua fioritura sulle Alpi Giulie, appunto e in Abruzzo, sul Gran Sasso e sulla Majella.

La fioritura di papaveri a Roma

In questa parte di campagna romana, rimasta intatta fino ai giorni nostri, corrono i tracciati di acquedotti romani, medievali e rinascimentali ben conservati. Ci troviamo all’interno del Parco degli Acquedotti romani, uno dei polmoni verdi della capitale. Tra maggio e giugno i campi dorati di grano che caratterizzano l’intera area si colorano di un rosso fiammeggiante. La fioritura di papaveri ha inizio.

Il red carpet nel parco dell’Alta Murgia

Come un tappeto disteso per le celebrità, così è la fioritura di papaveri rossi nel parco dell’Alta Murgia per accogliere i visitatori. Con l’arrivo di giugno, nei territori di Gravina in Puglia, Altamura e Corato, la natura mette in scena il suo spettacolo più bello, quello della fioritura dei papaveri. Un’occasione per fermarsi a stupirci davanti alle bellezze del Creato.

Silvia Gullino

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