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Eventi | sabato 18 agosto 2012, 09:58

Savona, Ars Populi in concerto sabato sera alla Sibilla del Priamar

Questa sera, alle ore 21.15: 12 storie, 12 canzoni, dodici video nell'incontro tra ritmi tipici del nostro meridione e musica jazz, con i testi di poeti dialettali del Sud scritti nella seconda metà dell'Ottocento

Savona, Ars Populi in concerto sabato sera alla Sibilla del Priamar

"Guviernu puorcu, latru, camurrista (e l'amuri): storie e ballate di servi e padroni": è questo il titolo del concerto di Ars Populi che si terrà sabato 18 agosto, alle ore 21.15 presso la Sala della Sibilla nel complesso monumentale del Priamar (biglietto di ingresso 10 €): dodici storie, dodici canzoni, dodici video.

I testi sono di poeti dialettali del Sud, scritti nella seconda metà dell’Ottocento. Gli arrangiamenti vivono dell’incontro fra ritmi tipici del nostro meridione (pizziche e tarantelle) e la musica colta, il jazz, il progressive…

Un mix di virtuosismo e sperimentazione che non rinuncia alla piacevolezza dell’ascolto immediato. Dietro i musicisti scorrono i video, che propongono ironicamente o amaramente frammenti di memoria collettiva e immaginario. Un viaggio artistico verso quello che Friedrich Nietzsche, uno dei maggiori pensatori della modernità, individua essere l’obiettivo cruciale di ogni esistenza autentica: capire, senza paura, chi siamo e ciò che diventiamo.

Ars Populi - guardaroba musicale di sperimentazioni

“Ti sei fatta la gonna rossa, da lontano ti si riconosce…”: il verso di una nota canzone popolare, Maria Nicola, è un buon veicolo per raccontare la ricerca dell’ensemble ars populi. Maria Nicola, “una bella giovinetta”, sceglie di cambiare vesti, via gli abiti tradizionali, ora mette vestiti da sciantosa (che peraltro deriva dal francese chanteuse, cantante!), suscitando scandalo e sguardi interessati. Anche ars populi ha scelto di cambiare vesti a un particolare repertorio, così da farsi riconoscere… Il primo progetto è Guviernu puorcu ladru camurrista (e l’amuri): un corpo di testi di invettiva e d’amore, scritti da poeti dialettali calabresi e di altre zone del nostro sud,all’incirca nella seconda metà dell’ottocento, incentrati sulla miseria della gente e sulla corruzione dei potenti nell’Italia appena unita. Alle poesie si aggiungono alcuni brani tradizionali. Simili repertori – poesie di protesta piuttosto che tarantelle – vestono di solito abiti folk, magari con qualche accessorio world music. Qui il guardaroba è diverso.

Ars Populi, ovvero Guido Bottaro (pianoforte), Giovanni La Grotteria (chitarra e voce), Pino Di Stadio (batteria), provengono dal mondo del conservatorio, della musica classica e da camera, dall’improvvisazione jazz. Il loro laboratorio vuole rivestire quelle poesie con memorie e sperimentazioni musicali complesse, attraverso assonanze e legami significativi: ed ecco una pizzica che incontra la musica colta, la rabbia per le troppe tasse che guarda al sinfonico, il dialetto calabrese fuso con atmosfere sudamericane…

Il risultato è un suono molto riconoscibile, che coinvolge emotivamente e insieme sorprende per la complessità delle trame. Ma Guviernu puorcu ladru camurrista non vuole essere un CD di virtuosismi. È un progetto narrativo e multimediale: ars populi è anche Gabriele Mina, antropologo, che veste lo spettacolo di storie dimenticate: scienziati ottocenteschi che si affannano sui crani dei “selvaggi” meridionali, fotografi che inseguono gli sguardi fieri delle brigantesse, carte processuali che parlano di povertà e rapimenti, in un’Italia dalle mille lingue e dalle mille identità.

“Maria Nicola bella, chi te l’ha fatto fare?” dice la canzone: giusta domanda per chi è si affida a vesti così originali. Ma se i suoni e le immagini di ars populi riusciranno a incuriosire, a far riflettere e ridere, a far ricordare e a far ballare… allora ne è valsa la pena!

Com. Ufficio Stampa Comune di Savona

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