“Ci viene il sospetto che il tavolo di lavoro che si è aperto abbia affrontato esclusivamente questioni tecniche, non sociali e politiche. Si cerca di consorziare servizi, accedere a fondi, risparmiare soldi: propositi importanti e sensati, ma che non tengono conto del nodo centrale, ossia creare una comunità migliorandola strutturalmente e culturalmente”, Carmo Unito interviene sull’incontro che si è svolto la scorsa settimana, su iniziativa di Alessandro Oddo, sindaco di Tovo San Giacomo, tra i primi cittadini dei comuni di Borgio Verezzi, Giustenice, Magliolo, Pietra ligure e Tovo San Giacomo per verificare la fattibilità dell'Unione dei Comuni.
“L'iniziativa del sindaco di Tovo, continua l’Unione di popoli e comunità per il Carmo Unito, rappresenta un tentativo di adempiere a un obbligo di legge, evitando che l'Unione dei Comuni avvenga solo tra i comuni dell'entroterra con l'esclusione dei più ricchi comuni rivieraschi. E' appena il caso di ricordare che i comuni con meno di 10.000 abitanti, 3.000 se in località montana, sono obbligati a creare l'Unione dei Comuni per l'esercizio obbligatorio delle funzioni fondamentali (L. n° 56/2014)”.
Un unione però che secondo Carmo Unito non dovrebbe riguardare solo la Val Maremola, ma tutti i comuni del bacino orografico del Carmo, quindi anche Balestrino, Boissano, Borghetto, Loano e Toirano;
“I sindaci in questione, sottolinea Carmo Unito, dovrebbero cogliere l'occasione per promuovere una nuova socialità, sul modello, per esempio, delle comunità vicinali e dei gruppi di auto aiuto da noi proposti affinché l'Unione dei Comuni possa essere davvero solidale, responsabile, partecipata e... unita nella sostanza oltre che nella forma”.














