Venerdì 13 novembre la Biblioteca Civica “Simonetta Comanedi” di Albenga ha il piacere di ospitare presso la sua Sala conferenze situata al secondo piano di Via Roma 58 lo scrittore torinese Mario Parodi per la presentazione del suo ultimo romanzo, “Gli Stadi di Giovannino”, editrice Zona.
A dialogare con Parodi il vice sindaco di Albenga, il dottor Riccardo Tomatis.
Giovannino è il protagonista di una storia davvero singolare. Nasce il 31 gennaio 1888, giorno della morte di San Giovanni Bosco. A dieci anni accetta la proposta di una fatina che gli consente di rimanere fisicamente e psicologicamente un eterno fanciullo.
I titoli dei capitoli hanno il nome degli stadi della città di Torino. E’ chiaramente un escamotage letterario. E’ vero che il nostro straordinario protagonista è l’unico a essere entrato in tutti gli impianti dedicati al calcio, dal Motovelodromo Umberto I allo Stadium, dal Filadelfia al Comunale al Juventus Stadium, come è vero che vive in realtà un unico stadio, quello della fanciullezza.
Intorno ruotano i personaggi della sua famiglia, dai nonni ai genitori, ai fratelli, ai nipoti, ai cugini, ai pronipoti. Lui è il braciere dei bracieri, quello che non si spegne mai. E’ felice? Il lettore avrebbe accettato una simile proposta? Sono le domande che fanno da impalcatura a tutto il libro. Ancora.
Intorno ruota la storia, Giovannino diventa la sua metafora. Giovannino incontra personaggi che hanno davvero fatto la storia, da quella letteraria (Salgari, Gozzano) a quella religiosa (i vescovi Richelmy e Pellegrino), da quella sportiva (Pietro Rava, Viri Rosetta) a quella dello spettacolo (Mike Bongiorno). Ed entra come protagonista in importanti eventi come la Guerra Partigiana e l’alluvione di Firenze.
Come ha recentemente osservato il critico Bruno Quaranta in occasione della presentazione del libro presso il Circolo dei Lettori di Torino, Parodi assume il ruolo di un novello Noè che vuole salvare nella sua personale arca luoghi e personaggi da lui profondamente amati dalle inevitabili leggi del Tempo, che tende a ingabbiare tutto il passato nella nebbia dell’oblio.














