Legge sulla crescita in Regione, ma arriva l'attacco dei grillini
"Ormai è chiaro: la Giunta Toti è affezionata agli opuscoli informativi. Dopo quello che ci ha regalato il governatore l'8 luglio, nel giorno dell'insediamento, oggi arriva questa presunta "legge sulla crescita", alias Growth Act, con cui l'assessore Rixi tratteggia una serie di problemi economici e di sviluppo senza spiegarci come intende risolverli".
In particolare, il Growth Act elude ogni forma di strategia politica nel campo dei trasporti. All'articolo 7, in merito al TPL, si parla di efficientamento, inteso dall'assessore Berrino come rapporto tra pensionamenti e nuove assunzioni. Se il rapporto è maggiore di uno (quindi maggiore efficientamento), ciò significa una sola cosa: tagli al personale e quindi ai servizi, in un settore che di per sé dovrebbe essere un servizio sociale e totalmente pubblico, come hanno sancito 26 milioni di cittadini col referendum nazionale del 2011.
Spesso l'inganno si nasconde nelle parole, come il riferimento alle "esternalizzazioni", dietro cui si nasconde la privatizzazione (e le 13 linee collinari Amt che rischiamo di perdere ne sono un indizio).Strada che noi, come MoVimento 5 Stelle, ostacolaremo con tutte le forze.
Si parla poi di "razionalizzare", altro guscio vuoto riempito ora con i tagli ai mezzi (dove sono i 200 nuovi bus Amt promessi da Burlando nel 2013?), ora con tagli agli stipendi: i 300 lavoratori di RT Imperia stanno aspettando da tempo, unici ormai in Liguria, i fondi europei arretrati e ora si paventa il rischio di vederseli arrivare addirittura a rate! O forse razionalizzare significa tagliare i servizi? Dov'è il milione e 400mila euro che Città metropolitana deve versare per ATP?
Restiamo in attesa, allora, di un terzo opuscolo (speriamo questa volta definitivo) in cui Toti & C. elencheranno metodi e soluzioni, fin'ora non pervenuti. Sempre che i cittadini liguri possano ancora attendere.
afferma Alice Salvatore del M5S "
Dalla parte delle imprese liguri. Si, no, forse. La Lega Nord, in piena crisi d'identità, a parole non perde occasione per ribadire il sostegno ai lavoratori della nostra regione. A parole. Ma, alla prova dei fatti, nel Growth Act mostra tutta la sua sudditanza nei confronti degli alleati di Forza Italia, notoriamente proni ai voleri delle multinazionali.
Ne abbiamo avuto rappresentazione plastica con la presunta legge sulla crescita firmata dall'assessore Rixi, in discussione oggi in Consiglio. Nascosto tra le righe dell'articolo 7, al comma 7 si parla apertamente di "programma di internazionalizzaione che preveda attività mirate ad aumentare le potenzialità di insediamento di imprese estere e attrarre flussi di capitale per investimenti nel territorio regionale". Un contorto giro di parole per dire solo una cosa: via libera alle multinazionali in Liguria, senza prima assicurare - com'è dovere della politica - la ripresa delle piccole e medie imprese locali in ginocchio per la crisi e abbandonata a se stesse.
Ma non era la stessa Lega ligure che, poco tempo fa, si era schierata fieramente contro la direttiva Bolkenstein e il T-TIP, il famigerato trattato di libero scambio Usa-Ue?
In attesa che la Lega chiarisca qual è la sua idea di sviluppo, la Liguria sta andando a fondo e non ha tempo per lo sheakespeariano Rixi di fronte al suo dubbio amletico: sostenere le nostre imprese o non sostenerle? Questo è il problema!














