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Attualità | 27 aprile 2020, 13:06

Alassio: Laura, 25 anni, da 50 giorni positiva al Coronavirus

"Penso che una storia come la mia sia molto importante. Questo per informare tutti sulla variabilità del decorso di questa malattia" spiega alla nostra redazione

Alassio: Laura, 25 anni, da 50 giorni positiva al Coronavirus

Ancora positiva al Coronavirus dopo 50 giorni. Questa la storia di Laura, 25enne residente nel comune di Alassio"Ho scoperto di avere il Covid-19 lo scorso 9 marzo. Accertato tramite tampone effettuato dall'Asl di competenza - spiega Laura - Ad oggi, 27 aprile, risulto ancora positiva. I tamponi di controllo (sei in tutto, tra cui due drive-in) hanno dato segno positivo, nonostante non abbia più sintomi dal 15 marzo circa. Sono in attesa dell’ennesimo tampone di controllo. Non ho una data precisa, ma penso tra una settimana circa". 

Laura sta passando la quarantena a casa della famiglia del suo fidanzato a Diano Castello in provincia di Imperia: "Anche i genitori del mio ragazzo (accertato positivo come il padre dopo il tampone) e sua sorella hanno contratto il Covid-19. La madre probabilmente asintomatica. La sorella invece ha accusato sintomi simili ai miei, ma non ha eseguito il tampone". 

"In questa vicenda sono stata seguita dall'Asl di Imperia che è sempre stata celere e presente nel decorso della malattia - prosegue - Penso che una storia come la mia sia molto importante. Questo per informare tutti sulla variabilità del decorso di questa malattia". 

"Le istituzioni hanno sempre dato come indicazione '14 giorni' come tempo necessario per negativizzarsi. Con conseguente fine dell'obbligo di quarantena. Ma tale periodo non è assolutamente abbastanza. E il persistere nel dirlo può causare gravi danni. La gente deve sapere che non è cosi. Perché se escono di casa dopo i 14 giorni, senza aver ricevuto il tampone, possono rischiare di contagiare altri. Non avere più sintomi non è sinonimo di negatività - sottolinea - Sono molto sfiduciata. Continuare ad essere positiva è frustrante, foriero di ansia e allarmante sia sul fronte personale, sia su quello collettivo. Sopratutto dal momento che ormai mi sento bene e che non ho più alcun sintomo da tantissimo tempo". 

"Il secondo paradosso della mia situazione è che la sorella del mio fidanzato, la quale si trova dall'inizio della vicenda in casa con noi, è stata male esattamente come me. Ha presentato gli stessi miei identici sintomi per lo stesso periodo di tempo, ma non ha ricevuto il tampone da parte dell'Asl. Lei oltretutto ha avuto contatti ravvicinati con il suo fidanzato che è risultato positivo al Covid. Tutto questo fa supporre che è indubbio che lei abbia contratto il virus esattamente come tutti noi". 

"Lei però, dopo i 14 giorni dalla fine dei sintomi, non avendo ricevuto il tampone e dovendo seguire solo le indicazioni che la stessa Asl le ha dato via telefono, ha potuto ricominciare tranquillamente ad uscire per andare ad esempio a fare la spesa, venendo dunque inevitabilmente a contatto con altre persone - continua - Sorge spontanea una domanda: se io che sono assieme a lei e che ho presentato gli stessi sintomi, sono ancora positiva al Covid, non potrebbe ovviamente esserlo ancora anche lei che invece ha la possibilità di uscire? La differenza? L'aver ricevuto il tampone".

"Ma al virus dei nostri tamponi non interessa. È importante quindi avvisare le persone - conclude la giovane Laura - Solo pubblicando le nostre storie tutti possono venire a conoscenza del fatto che è concreta la possibilità per alcuni di noi di impiegare molto più tempo a negativizzarsi. Solo con una maggiore cognizione della situazione saremo in grado di prestare tutti più attenzione. La mia professione di psicologa mi ha da sempre insegnato che prevenire è sempre meglio che curare". 

Redazione

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