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Attualità | 18 maggio 2020, 12:24

Albenga, la compagnia Kronoteatro: "Stiamo lavorando per 'salvare' la rassegna Terreni Creativi"

Ancora tanti, gli interrogativi sul tavolo: il distanziamento interpersonale tra gli attori e tra il pubblico, le tempistiche, la mancanza di prove per tante compagnie, i danni economici accusati dalle aziende agricole locali

Albenga, la compagnia Kronoteatro: "Stiamo lavorando per 'salvare' la rassegna Terreni Creativi"

“Stiamo facendo di tutto per salvare Terreni Creativi”. Questo è l’annuncio di Tommaso Bianco, figura di riferimento della compagnia albenganese Kronoteatro, pronto a gettarsi alle spalle la quarantena e a guardare con positività alla ripartenza. Grazie alla sua originalissima e particolare interazione tra compagnie teatrali e aziende agricole della Piana Ingauna, la rassegna “Terreni Creativi” è diventata negli anni il simbolo di una Albenga che guarda al futuro con particolare attenzione alla valorizzazione degli eventi culturali, ma che al tempo stesso non dimentica e non trascura le proprie radici storiche ed economiche.

Bianco precisa subito una cosa: “Voglio esprimere gratitudine all’amministrazione comunale, che ha sempre avuto un occhio di riguardo per la cultura, una grande attenzione ai nostri progetti e che anche in questi periodi così difficili non ci ha mai fatti sentire soli e abbandonati. Purtroppo, però, il problema è più a monte ed è di livello nazionale; le normative per quanto riguarda lo spettacolo sono estremamente complesse e ci stiamo muovendo con attenzione tra decreti e protocolli per capire che cosa si può fare e cosa no”.

Bianco passa all’elenco dei disagi da superare: “Il primo problema è quello delle distanze interpersonali tra gli attori sul palco. Per come sono strutturati gli spettacoli di Terreni Creativi diventa difficile gestire gli spazi imposti dalla legge”. Chi poi ha partecipato anche a un solo spettacolo nelle passate edizioni di questa rassegna sa che la sua unicità è data dalla forte convivialità che si crea tra attori in scena e pubblico. “Anche da questo punto di vista – spiega Bianco – dovremo rivedere la struttura degli spettacoli, non potremo somministrare cibo e dovremo rispettare delle distanze interpersonali. Vogliamo che i nostri spettacoli siano un momento di gioia e di relax per gli spettatori. Se le complicazioni devono surclassare il momento di benessere, piuttosto meglio non fare nulla”.

Non ultimo, anche un problema economico. Racconta Bianco: “La particolarità di Terreni Creativi è l’interazione con le aziende agricole del posto. Ma anche queste attività, come tutte le altre categorie, hanno accusato delle perdite economiche significative durante la quarantena e per molte di loro l’estate prossima l’ultimo dei pensieri sarà quello di ospitare uno spettacolo teatrale”.

Problemi anche per le compagnie teatrali: il lockdown ha infatti “paralizzato” le prove. E se, per esempio, nel mondo della musica, le tecnologie hanno permesso a tanti musicisti di collaborare a distanza, nel teatro esiste tutta una componente di fisicità, di dinamismo e di interazione che non può essere riprodotta attraverso una webcam. “Questo sicuramente è un problema che come compagnia Kronoteatro abbiamo avuto anche noi. Ma non dimentichiamo che tutte le compagnie hanno un catalogo di repertorio più o meno sempre pronto al quale attingere”.

Veniamo quindi alle date. Annuncia il portavoce di Kronoteatro: “Avevo pensato alla prima settimana di agosto per Terreni Creativi, ma prima bisogna verificare i calendari nazionali. Se troppi eventi, fatti slittare dal lockdown, dovessero puntare sullo stesso periodo, si creerebbe un sovraffollamento e una sovrapposizione di date che costituirebbe un problema per tutti: il pubblico, le compagnie, i giornalisti e i critici che seguono le rappresentazioni”.

In ogni caso, il “Patròn” di Kronoteatro è positivo: “Conto di rompere gli indugi entro il mese di giugno, annunciando se la rassegna si potrà fare, quando e in che termini”.

Sul calendario invernale, invece, Bianco non ha dubbi: “Si farà. Anche in quel caso dovremo capire come assestare alcuni dettagli relativi soprattutto agli spazi”. E a tal proposito, ci svela un sogno: “Sarebbe meraviglioso se per allora fosse riaperto l’Astor. Ha un bel palco grande che agevolerebbe dal punto di vista della distanza interpersonale tra attori. E poi è giusto che Albenga abbia il suo teatro comunale, come altre località della provincia hanno. Questo, ovviamente, senza nulla togliere all’Ambra, che è una bellissima location e negli anni è diventato il punto di riferimento per tantissimi eventi di pregio che ricorrono ogni anno. Ma per una città così ricca di fermenti culturali come Albenga, un teatro comunale sarebbe il giusto fiore all’occhiello”.

Alberto Sgarlato

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