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Attualità | 30 novembre 2021, 10:31

Funivie in liquidazione, i sindacati chiedono al Prefetto un incontro al Ministero: "Aspettiamo da un anno e mezzo, azienda destinata a chiudere" (FOTO e VIDEO)

La cassa integrazione per i lavoratori è stata prolungata per dodici mesi e le somme per il ripristino sarebbero in arrivo, però si attendono risposte dal Mims che ha confermato la convocazione di una riunione per giovedì 2 dicembre

Funivie in liquidazione, i sindacati chiedono al Prefetto un incontro al Ministero: "Aspettiamo da un anno e mezzo, azienda destinata a chiudere" (FOTO e VIDEO)

AGGIORNAMENTO ORE 10.50: dopo l'incontro in Prefettura arrivano rassicurazioni: giovedì 2 dicembre è stata convocata infatti una riunione in videoconferenza da parte del Ministero che vedrà coinvolta anche la Regione Liguria.

Chiedere un appuntamento al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile per poi capire quale sarà il futuro di un’azienda che da gennaio sarà in liquidazione.

Le organizzazioni sindacali questa mattina insieme ad una delegazione di lavoratori di Funivie Spa sono in presidio davanti alla Prefettura di Savona e poi avranno in un incontro con il Prefetto Antonio Cananà per fare il punto sulla difficile situazione in cui versa l'impianto per il trasporto delle rinfuse di collegamento tra il porto di Savona e la Val Bormida.

Ad inizio mese era scattata la deroga per altri dodici mesi di cassa integrazione in deroga con la richiesta al Mims, titolare stesso dell'infrastruttura, di compiere un passo avanti nominando un commissario per la gestione. Le somme per il ripristino nel frattempo sarebbero arrivate, la prima tranche da 4 milioni è stata finanziata a fine ottobre, in attesa del milione mancante per il quale è stato presentato un emendamento da parte dei senatori della Lega.

“È importante questa convocazione da parte del Ministero, il commissario ci ha dato rassicurazioni che i soldi ci sono per il ripristino dei piloni venuti giù e in un anno potrebbero essere sistemati - spiega Franco Paparusso, Uiltrasporti - Il problema è far ripartire questa azienda, da gennaio va in liquidazione, noi aspettiamo e solleciteremo il Prefetto perché aspettiamo da un anno e mezzo, se questo non avverrà è un’azienda destinata a chiudere. I lavoratori sono arrabbiati, è una situazione che si sta prolungando da tanto tempo, a prescindere dai soldi stanziati, un’azienda messa in liquidazione e il Governo non interviene, è un’azienda che rischia la chiusura”.

“Siamo qua per cercare di trovare una soluzione che è la cosa più importante, il Prefetto deve trovare il modo che il Ministro ci dia una data per capire quale sarà il futuro di questa azienda - dice Danilo Causa, Fil Cisl - Bene che siano arrivati i 900mila euro ma non si sa chi la gestirà nel momento in cui i pali verranno tirati su. Abbiamo bisogno di sapere cosa pensa il Ministero di questa infrastruttura, basilare per la Provincia”.

“Le rassicurazioni per i lavoratori non bastano, l’azienda Funivie che gestisce l’impianto ormai cesserà, c’è un’infrastruttura green che ha la possibilità di portare delle rinfuse fino ai parchi della Val Bormida e noi crediamo che bisogna dare una nuova prospettiva all’infrastruttura così da poterla dare anche ai dipendenti -conclude Simone Turcotto, Filt Cgil -Per un anno abbiamo gli ammortizzatori sociali però crediamo fortemente in un progetto per l’utilizzo che insieme alla ferrovia sia utile al porto di Savona per trasferire le rinfuse in Val Bormida e poi di smistarle. Questo è il futuro”.

Domani nel frattempo il sindaco di Savona Marco Russo ha convocati i sindacati e il comune di Cairo per fare il punto sul progetto di sviluppo sulla filiera delle rinfuse. “Un passo importante che arriva dopo oltre due anni di grande lontananza da parte delle istituzioni locali a questa vertenza” il commento del segretario generale della Cgil Savona Andrea Pasa.

Luciano Parodi

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