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Eventi | 03 marzo 2026, 18:48

“Il mio cammino” di Franca Moraglio Giugurta in mostra nel foyer del “Chebello”

Sabato 7 marzo alle 17 l’inaugurazione

“Il mio cammino” di Franca Moraglio Giugurta in mostra nel foyer del “Chebello”

Nuova mostra al teatro “O. Chebello” allestita dal Comune con il supporto organizzativo e logistico de “I Cavalieri dei ricordi”. Sabato 7 marzo, alle 17, sarà inaugurata l’antologica “Il mio cammino” di Franca Moraglio Giugurta. 

Nata ad Altare in una famiglia di artisti vetrai, risiede a Ferrania dove vive e lavora come pittrice e poetessa. Inizia a studiare pittura nell’infanzia ed a esporre le sue opere giovanissima. Pluriaccademica sia per l’arte della scrittura, sia per l’arte della pittura, della grafica, della ceramica, è un talento “eclettico” e ricco di sfumature Ha tenuto personali e collettive nelle maggiori città italiane: Roma, Firenze, Venezia, Genova, Savona, Piacenza, Milano, Sassuolo, ecc… e all’estero: Parigi, San Pietroburgo, Francoforte, Washington D.C., Los Angeles, Singapore, Hong Kong, Dubai, Tokio, New York, ecc… 

Le sue opere si trovano in collezioni in Italia e all’estero, in alcuni musei, uffici pubblici e religiosi. Sue notizie si possono trovare nei cataloghi d’arte italiani e stranieri come: Bolaffi, Who’s who International in Art, Quadrato, Elite, Mediapolis, Enciclopedia d’Arte Italiana, Arte Mondadori n° 46, Comed e altri. Come poetessa ha pubblicato: “Dal diario di un’inquieta” (ed. Helicon), “Aurore in frali mondi” (Edizioni Universum), “Un tormento d’immagini” (Edizioni Universum), “Pelle di lupo” (Edizioni Universum), “Planetaria” (Edizioni Universum), “Affreschi” (Carello Editore), “Il calamaio” (Book Editore), “Liberi in estinzione” (Edizioni Universum). 
Le sue opere, partendo da un naturalismo di matrice classica, legata in qualche modo, alla Scuola dei Grigi, passando per l’originalità di Eso Peluzzi, la vede esplorare lessici tecnici raffinati, soggettivi e confidenziali, declinati con sempre maggiori spazi riservati alla sperimentazione. Le sue opere rispondono ad una urgenza intima, che la porta ad indagare oltre ai condizionamenti culturali. La sua pittura e, così, le ceramiche, guardano dentro ai misteri della vita con libertà di composizione, di scelta tecnica (acquerelli, grafica, oli) e paiono essere amati come ”figli” e posseggono una loro vita emozionante, vibrante, coinvolgente.

La mostra sarà aperta dal 7 al 22 marzo, dalle ore 16 alle ore 18. Lunedì chiuso.

Redazione

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