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Cronaca | 05 agosto 2026, 12:56

Alassio, controlli della Guardia Costiera al porto: sequestrati 60 chili di pesce senza tracciabilità

Operazione dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Loano-Albenga sulla filiera della pesca e sugli abusi demaniali

Alassio, controlli della Guardia Costiera al porto: sequestrati 60 chili di pesce senza tracciabilità

Controlli a tutto campo nel porto di Alassio da parte della Guardia Costiera, che ha portato alla luce diverse violazioni legate alla gestione dei prodotti ittici e all'utilizzo di spazi demaniali. L'attività ispettiva, coordinata dall'Ufficio Circondariale Marittimo di Loano-Albenga, ha fatto emergere irregolarità sia sul fronte sanitario sia su quello amministrativo, con il sequestro di 60 chili di pesce e di due locali utilizzati senza autorizzazione.

Nella giornata di Sabato 1 agosto l’Ufficio Circondariale Marittimo di Loano – Albenga ha coordinato ed eseguito un’intesa attività di controllo volta ad accertare la presenza di illeciti sulla filiera della pesca e abusi demaniali marittimi presso alcune attività commerciali all’interno del porto di Alassio. I controlli posti in essere dai militari hanno portato alla luce numerose irregolarità sia dal punto di vista demaniale che sotto il profilo delle norme HACCP e della tracciabilità delle specie ittiche. La conservazione del pesce e la successiva preparazione dei pasti, serviti a bordo di alcune unità navali, avveniva infatti all’interno di due locali risultati non in regola sia sotto il profilo demaniale che sotto il profilo sanitario.

All’interno dei frigoriferi veniva rivenuto pesce spada, acquistato all’ingrosso, congelato, e successivamente servito crudo in carpaccio sprovvisto della corretta informazione al pubblico. Il personale operante ha pertanto eseguito il sequestro amministrativo di 60 kg di pesce per la mancanza della tracciabilità ed il sequestro penale dei due locali abusivamente occupati ed utilizzati a scopo di lucro. Sono state inoltre elevate sanzioni amministrative sia sul mancato rispetto delle norme igienico sanitarie che sulla mancata riconducibilità alla filiera della pesca. I trasgressori, sono stati deferiti alla competente Procura della Repubblica di Savona.

 

Redazione

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