Il ricorso al TAR si farà. Le mamme in protesta ieri pomeriggio si sono nuovamente riunite presso la Libreria Ubik di Savona per decidere e mettere in campo insieme azioni di lotta contro i tagli del Comune e gli aumenti per mense e asili. L’incontro ha avuto come centrale argomento la possibilità di fare un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e per questo il confronto si è tenuto con alcuni legali. Avviare la procedura sarà dispendioso e attualmente si sta valutando come ogni famiglia potrà contribuire, secondo le proprie disponibilità: sabato pomeriggio, sempre presso la Ubik di Corso Italia, saranno infatti raccolti i nominativi per le famiglie che saranno disposte a farsi carico delle spese autotassandosi. Se ci saranno le risorse necessarie il ricorso diventerà realtà. Ancora in fase di valutazione la formazione di un Comitato.
Affermano dal gruppo delle mamme: "Insistiamo a studiare per il ricorso o altre azioni sia per rimodulare i rincari, sia per le conseguenze che questi stessi rincari stanno avendo: perché oltre ai ritiri dalle mense, per i nidi i cui aumenti sono slittati a settembre, gli asili privati sono imballati di richieste per nidi e primavera. Quindi per molti da settembre la situazione porterà a un probabile rincaro anche sul privato".
Oltre gli aumenti delle tariffe di mense e asili ha fatto particolarmente discutere la circolare firmata dall’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, Cristina Bellingeri sul consumo dei pasti portati da casa a scuola: il documento infatti prevede che i presidi possono accogliere la richiesta da parte dei genitori di far portare ai figli il pasto da casa solo per chi segue il “tempo modulo” (con uno o due rientri alla settimana), invece resta vietato per i bambini del tempo pieno che devono usufruire del servizio mensa.
Questa differenza di trattamento tra il tempo modulo e il tempo pieno però non è piaciuta alle mamme che hanno contestato l’aumento del servizio mensa (tempo pieno) che porterebbe le famiglie a spendere circa 30 euro a settimana per bambino. Per i genitori dei bambini iscritti a tempo pieno, usufruire "per forza" del servizio mensa, è “una costrizione” e in particolare una “condizione imposta dall’amministrazione che non tutela le famiglie già in difficoltà economica”.
La bagarre era scoppiata nel corso del consiglio comunale del 22 dicembre, durante il quale le due mozioni presentate dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico sulla questione dell’aumento delle tariffe degli asili nido e delle mense erano state bocciate. In compenso, le mamme avevano ottenuto un posticipo per gli aumenti: l’assessore al Bilancio, Silvano Montaldo aveva proposto di rinviare gli aumenti delle tariffe degli asili, non dal primo gennaio, ma a partire da settembre, e di applicare la riduzione del 25% per la mensa scolastica dal secondo figlio in poi.














