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Cronaca | 03 giugno 2020, 15:40

Savona, omicidio all'autoporto: fanno scena muta davanti al Gip i due bielorussi arrestati

L'ex collega della vittima, il polacco Pawel Pawlowski, è invece ricoverato all'ospedale San Martino e verrà operato ad uno zigomo

Savona, omicidio all'autoporto: fanno scena muta davanti al Gip i due bielorussi arrestati

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al Gip Fiorenza Giorgi, Dzmitry Mikhailau e Aliaksei Filipau, i due autisti bielorussi che insieme al polacco Piotr Pawel Pawlowski, sono accusati di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi, per aver ucciso sabato sera all'autoporto di Savona il 45enne polacco Rjszard Kosinski.

I due, 40 e 43 anni, difesi rispettivamente dagli avvocati Ramona Siri e Gabriele Spotorno, hanno fatto scena muta e quindi rimangono in carcere a Marassi, Kosinski (assistito dal legale Simona Saracino), collega della vittima in quanto dipendente della stessa ditta di autotrasporti, invece non ha potuto essere interrogato in quanto è attualmente ricoverato all'ospedale San Martino di Genova e dovrà essere operato ad uno zigomo.

Il Pubblico Ministero Chiara Venturi nei giorni scorsi ha affidato l'incarico al medico legale per l'autopsia sul corpo della vittima Non dovrebbero esserci molti dubbi sulla causa della morte del camionista polacco che avrebbe perso la vita in seguito ad una grave emorragia causata da una coltellata inferta alla tibia femorale e sferrata con ogni probabilità da una lama lunga 28 centimetri.  

 

 

 

La ricostruzione

Nonostante il delitto sia avvenuto alle sette di sera, i soccorsi sabato sono stati chiamati molto tempo dopo. Quando è giunta infatti, la chiamata alla sala operativa della questura savonese sul posto si sono recati subito gli agenti della squadra Volanti e tra questi uno dei primi ad intervenire è stato il vice ispettore Pierfrancesco Menghini.

“La vittima ancora era viva quando siamo giunti all’autoporto - ha dichiarato la dirigente della squadra mobile che ha diretto le indagini Rosalba Garello - ma poco dopo è deceduto. Ormai non c’era più nulla da fare. Se quella benda di fortuna fosse rimasta a contenere l’emorragia, se non si toccava proprio questa bendatura, una buona probabilità di sopravvivere forse poteva averla”. Da un primo esame effettuato dal medico legale sul suo corpo, però c’erano anche altri segni di violenza sia alla spalla che alla testa, ma è stata la coltellata alla tibia femorale ad essersi rivelata poi fatale. Secondo le indagini della Mobile i quattro uomini avevano cenato insieme nei pressi della zona dell’autoporto ed è proprio durante questa cena che si è innescata una lite violenta.

“Erano tutti molto ubriachi - ha specificato ieri la dirigente della Mobile - non erano consapevoli di quello che stavano facendo; si sono picchiati fino a provocare queste lesioni che poi hanno causato la morte dell’uomo. Inoltre, uno degli arrestati ossia il cittadino polacco ha una grave ferita allo zigomo e un occhio tumefatto”. Ancora sono da stabilire con esattezza i momenti successivi alla rissa, ma da una prima ricostruzione pare che la vittima dopo essere stata ferita alla gamba si sia rifugiata all’interno del suo camion dove ha cercato di auto medicarsi con del nastro adesivo per rallentare l’emorragia. Successivamente, visto l’aggravamento delle sue condizioni di salute, è stato spostato e hanno cercato di rianimarlo gettandogli addosso anche dell’acqua. Nonostante i tentativi dei sanitari l’uomo è morto poco dopo.

“Abbiamo riscontrato - ha aggiunto la dirigente della Mobile Garello - le dichiarazioni di alcuni testimoni che ci hanno permesso anche di individuare i presunti autori. Uno dei quali, il collega della vittima, si era invece allontanato e rintanato nella cabina del suo camion”.

 

 

 

Luciano Parodi

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