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Cronaca | 12 settembre 2020, 13:10

Timer per far saltare in aria la casa con il gas a Villanova: anche l'accusa di strage per Alberto Grosso

L'episodio della caccia all'uomo a Villanova d'Albenga, anticipato ieri da Savonanews, si è concluso con l'uomo che si è costituito alle forze dell'ordine dopo la fuga

Alberto Grosso condotto in carcere dai Carabinieri di Imperia

Alberto Grosso condotto in carcere dai Carabinieri di Imperia

E' in stato di fermo Alberto Grosso, il 53enne già noto alle forze dell'ordine che ieri pomeriggio ha cercato di far saltare in aria la casa della sorella e del cognato, predisponendo due dispositivi con timer per l'esplosione. Una sciagura scongiurata dall'intervento tempestivo dei vigili del fuoco. L'abitazione, a pochi passi dalla caserma dell'Arma a Villanova d'Albenga, si trova infatti circondata da altri immobili abitati. 

Il tutto è cominciato ieri a Pornassio, in Provincia di Imperia, dove Grosso si è rivolto ad un'officina meccanica in quanto rimasto in panne con l'auto. Rabboccata di carburante e rimessa in sesto, però, la vettura non è ripartita; l'uomo ha quindi tentato di rubare un'auto nei pressi dell'officina, ma è stato bloccato dal proprietario della stessa. A quel punto si è dato alla fuga a piedi, abbandonando la Citroën sulla quale era arrivato. Su questa macchina poi sono stati rinvenuti un fucile, due pistole, un machete, una borsa con gioielli, una tenda e una bombola da 20 litri di gas con una certa quantità di cibo e bevande, segno che il soggetto avrebbe pianificato di darsi alla macchia.  

Sono scattate una serie di segnalazioni che hanno informato i carabinieri di Villanova d'Albenga. I militari si sono avvicinati all'abitazione dove presumevano di poterlo rintracciare, nel borgo della Valle Arroscia, e qui hanno avvertito un forte odore di gas. Senza indugio hanno avvisato i vigili del fuoco, che giunti sul posto hanno trovato l'abitazione satura di gas e hanno disattivato due timer che avrebbero generato scintille per far saltare in aria la casa. L'uomo avrebbe utilizzato due dispositivi comprati in un negozio di fai-da-te. E mancavano pochi minuti all'esplosione. 

Per fortuna nella casa villanovese non c'era nessuno in quel momento, ma gli alloggi vicini sono abitati. La tragedia è stata scongiurata per un soffio. I pompieri hanno bloccato il gas metano e arieggiato l'abitazione, individuando per tempo i due timer attivati per lo scoppio. Sempre nella casa è stata trovata una foto del cognato e della sorella dell'uomo, con due coltelli conficcati sulle rispettive immagini, a dimostrazione dell'intento vendicativo del gesto. L'auto che Grosso aveva utilizzato qualche ora prima è risultata intestata al cognato stesso, che si trova fuori regione. 

In serata è scattata una caccia all'uomo che si è protratta per ore, in tutto il Ponente ligure, a confine tra le province di Savona e di Imperia, e con l'ausilio dell'elicottero a sorvolare le vaste zone collinari. C'era il fondato sospetto che l'uomo avesse raggiunto un qualche rifugio di montagna.  

All'alba, però, il 53enne si è consegnato ai carabinieri della stazione di Pieve di Teco. E' in stato di fermo di indiziato di delitto. Sul fatto indagano congiuntamente le Procure di Savona e di Imperia, che stanno valutando a suo carico le accuse di strage, furto e tentato furto di auto, furto in abitazione, detenzione abusiva di armi e porto abusivo di armi. L'uomo è rinchiuso nel carcere di Imperia.

Redazione

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