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Attualità | 26 ottobre 2020, 18:00

Chiusura alle 18 per bar e ristoranti, gli esercenti della Darsena sul piede di guerra: "Un danno per tutti, decisione assurda"

Viaggio nella Darsena con i ristoratori e baristi: la decisione del Governo li sta mettendo in ginocchio

Chiusura alle 18 per bar e ristoranti, gli esercenti della Darsena sul piede di guerra: "Un danno per tutti, decisione assurda"

Fra pochi minuti scatta la chiusura dei bar e ristoranti per via del nuovo provvedimento del Governo che sarà in vigore fino al 24 novembre. A Savona quest'oggi si è svolta una riunione tra le associazioni di categoria, il sindaco Ilaria Caprioglio e l'assessore al commercio Maria Zunato nel quale si è lavorato ad un orario di apertura condiviso, probabilmente dalle 10 alle 18, tra bar/ristoranti e negozi e attività commerciali.

Decisione che però potrebbe avere un impatto minore nella Darsena con i bar e i ristoranti che rischiano di avere a causa dello smart working pochi clienti a pranzo.

"La chiusura delle 18 è una cosa assurda è come dire di non aprire, i pranzi con lo smart working sono defunti, questo vuol dire farci chiudere - dice il titolare del ristorante Zio Pesce Andrea Colombo - non penso proprio che il ristorante sia un posto di contagi, le persone sono distanziate, non so se siamo un capro espiatorio o se il Governo ha paura".

"Come ristoratori non l'abbiamo presa bene, è un danno per tutti qua in Darsena, abbiamo una marea di gente che lasceremo a casa e dobbiamo capire se ci sarà accesso per la cassa integrazione, sono cose dette e ridette e purtroppo ci ritroviamo in questa situazione qua. Stiamo implementando sull'asporto puntiamo su quello" continua Colombo.

 

"Mi immaginavo già che sarebbe andata così, era scientifico che si sarebbe arrivati a questo, il fatto è che tutto ciò è solo l'inizio perché poi ci faranno riaprire sotto le festività come quest'estate e ci sarà un'ulteriore ricaduta - spiega Luca Mantovani titolare dell'Oyster Cafè - vogliono cercare di colpire le attività incontrollabili e non sono in grado di gestirle, allora alle 6 chiudono tutto e nel dubbio colpiscono noi. Dovevano iniziare a fustigare i locali che hanno fatto le peggio cose quest'estate poi gli altri avrebbero imparato".

"C'è da tirare ora le somme, potevano pianificare meglio la situazione e il progetto che avevo proposto poteva migliorare le cose (leggi QUI), anche la fiera che hanno fatto lo scorso weekend è stata una scelta senza senso, con locali che hanno 4-5 persone all'interno e che stanno facendo fatica - prosegue Mantovani - io ho il mio core business dalle 18.30 quindi ora andrò a zero, ma qualcosa mi inventerò a pranzo, però alcuni che fanno solo servizio a cena come faranno? Siamo tutti con la cannuccia a respirare".

 

 "E' come un secondo lockdown indotto, tutto ciò ci lascia perplessi anche perché non c'è nessun dato terribile che dice che i bar e i ristoranti sono fonte di contagio. Abbiamo preso la decisione con molto sconforto e rabbia per colpa di un Governo che non sa che pesci pigliare" prosegue Paolo Baccino, titolare del cocktail bar  The Balance.

"Ci ribelleremo pacificamente, magari con un sit-in e ci adegueremo per capire come fare a rimanere a stare a galla fino al 24 novembre, anche se il rischio è alto di un ulteriore lockdown. E' difficile per noi consegnare d'asporto, quindi nella riunione di questa mattina abbiamo chiesto di essere agevolati per limitare i danni. Siamo contenti che il presidente Toti sia contrario a queste limitazioni" conclude Baccino.

Luciano Parodi

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