In occasione del 78° anniversario dell'eccidio di Valloria avvenuto il 5 aprile del 1944, questa mattina gli studenti delle quinte elementari e delle terze medie della scuola Carando dell'istituto comprensivo Savona II, hanno deposto le rose accanto alla lapide che ricorda le tredici vittime innocenti che furono fucilate per rappresaglia dai nazifascisti, proprio nella zona dove ora sorge l'ospedale San Paolo.
Gli alunni accompagnati dagli insegnanti insieme all'assessore all'educazione alla cittadinanza attiva Maria Gabriella Branca, al presidente provinciale dell'Anpi Renato Zunino e il segretario Samuele Rago, hanno ricordato il tragico evento che ha visto coinvolte 13 persone, la maggior parte giovanissime, che erano state accusate di essere i mandanti di un delitto che non era mai realmente avvenuto.
La sera del 1° aprile del 1944 infatti alcuni soldati tedeschi, come spiegato dallo storico, il professor Giuseppe Milazzo, appartenenti alla 29° divisione delle SS di stanza a Savona a Villa Isetta in via Genova, dopo aver bevuto in un’osteria, iniziarono a litigare.
A un tedesco partì un colpo di pistola che ferì un commilitone, e i militari inventarono un ipotetico attacco dei ribelli. Il comando tedesco accettò la versione dei suoi uomini e colse l’occasione per una feroce rappresaglia al quale si riunirono il comandante della piazza di Savona, il maggiore Fritz Nancke, il console tedesco Manheroff, il Prefetto Filippo Mirabelli, il Questore Pareti, il Federale Pestalozzi, il suo vice D’Agostino e il capo degli arditi Bonetto e decisero che la vita del militare tedesco valeva quella di 13 savonesi. Tra questi anche Mario Gaggero, un giovane contadino di Legino, che era andato a lavorare nei campi e per sbaglio aveva tagliato un albero i cui rami erano intrecciati con i fili del telefono, con i tedeschi che lo avevano così incolpato di essere un partigiano.
Le tredici vittime designate si trovavano da settimane nel carcere di S. Agostino e vennero poi fucilate dove ora sorge un padiglione del nosocomio savonese.
Gli alunni oltre a posare una rosa sul cippo hanno intonato alcuni canti rendendo la commemorazione ancora più emozionante.



















