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Cronaca | 24 giugno 2021, 20:30

Aggressione e rogo nella sede di Finale Ambiente, in rito abbreviato 8 anni all'ex dipendente

Francesco D'Agostino nel maggio del 2020 aveva aggredito 5 persone presenti nella sede della ditta che gestisce il porto e appiccato un incendio all'edificio

Aggressione e rogo nella sede di Finale Ambiente, in rito abbreviato 8 anni all'ex dipendente

Lo scorso 13 maggio aveva aggredito 5 persone presenti nella sede della ditta che gestisce il porto appiccando poi un fuoco all'edificio, danneggiato in larga parte.

Per questo Francesco D'agostino, 52 anni, ex dipendente della partecipata comunale Finale Ambiente è stato condannato a 8 anni con il rito abbreviato dopo che il Pm Giovanni Battista Ferro aveva chiesto 15 anni, 10 con la riduzione di un terzo della pena.

Questa la sentenza giunta in Tribunale a Savona questo pomeriggio del giudice Roberto Amerio nei confronti dell'uomo accusato di minacce aggravate, tentati omicidi e incendio pluriaggravati.

Quel giorno il 52enne alle 9.30 del mattino si era diretto, con una accetta e una tanica di benzina, verso la palazzina degli uffici della direzione dove erano presenti il responsabile dei servizi del porto Michele Scarlatti, il direttore Antonio Apicella, il nostromo Marco Attolini, il geologo Massimo Bocchiolo e Fabio Aonzo. 

Attolini ad un certo punto aveva chiesto aiuto via radio in quanto era stato colpito con l'arma da taglio. Soccorso dagli altri due colleghi erano stati anche loro aggrediti e colpiti ad una gamba e ad una mano, Scarlatti invece all'addome.

A quel punto D'Agostino con la tanica di benzina aveva dato fuoco ai locali. Attolini e Apicella erano riusciti a scappare mentre era rimasto incastrato nell'ufficio direzione il geologo, poi salvato dai carabinieri di Finale. Poi il 52enne era stato bloccato dai colleghi. 

Prima dell'arrivo dei vigili del fuoco era stato determinante l'iniziativa del maresciallo dei carabinieri Fiorinelli, vicecomandante della stazione di Finale,  intervenuto prontamente per salvare il geologo rimasto all'interno della stanza.

Chiaro fin da subito era stato anche il movente che aveva spinto l'uomo a compiere il violento gesto, ossia l'ennesimo richiamo ricevuto, quella volta circa un incidente occorso a un'imbarcazione durante il suo turno di lavoro. 

Luciano Parodi

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